Fininvest/ Gli analisti: l’effetto Veronica è solo una scusa per il trading, impossibile fare previsioni

Martedì, 5 maggio 2009 - 17:14:00



Qualcuno potrebbe essersi mosso sull’onda della notizia del prossimo divorzio tra Silvio Berlusconi e Miriam Bartolini, in arte Veronica Lario, ma gli alti e bassi dei titoli legati alla famiglia del premier italiano non dipendono, a giudizio degli analisti di borsa, da valutazioni contingenti, quanto dalle aspettative in merito ai risultati dei rispettivi business, influenzate più dalla “earning season” che ogni giorno propone notizie positive o negative a seconda dei settori e dei singoli titoli e dalla forte volatilità dei listini di questi mesi che non dall’ipotesi di una “Fininvest 2” che potrebbe nascere in un prossimo futuro in conseguenza dell’eventuale ridefinizione degli assetti proprietari.

“In realtà la questione al momento non si pone” spiega ad Affaritaliani l’analista di una nota banca d’affari estera che non vuol essere nominato, aggiungendo: “dopo l’ultimo riassetto, nel 2006, le partecipazioni di Silvio Berlusconi (il 62% circa, ndr) e dei suoi figli (7,65% per Marina e Piersilvio, il 7,14% a testa per Luigi, Barbara ed Eleonora) appaiono ben definite e difficilmente subiranno variazioni nell’immediato”. A catena, dunque, fa eco un collega, “è difficile pensare che a breve possano registrarsi rivoluzioni nella società controllate”, ovvero in Mondadori (controllata al 50,15%), Mediaset (in cui il gruppo è da poco risalito al 38,6% dal precedente 36,4%) e Mediolanum (35,13%).

Perché allora questi improvvisi rialzi dei titoli della scuderia? “Qualcuno potrebbe anche scommettere sul varo di una nuova rivoluzione societaria” ammette uno degli interlocutori di Affaritaliani, “ma l’ipotesi appare quanto meno remota. Più semplicemente stiamo attraversando un periodo di mercato volatile con situazioni di ipercomprato e ipervenduto che tendono ad alternarsi rapidamente, anche a causa dell’influenza dei dati delle trimestrali che in questi giorni affluiscono copiose sui listini”, condizionando non solo i singoli emittenti che le diffondono ma spesso anche i concorrenti diretti e indiretti dei “big” dei vari settori.

Nessun “effetto Veronica” a Piazza Affari, dunque, anche se a medio termine la questione si porrà perché, oltre a dover trovare un accordo economico i due coniugi che tenga conto della rinuncia da parte della moglie del premier della futuribile “legittima” che le toccherebbe (anche nel caso di una semplice separazione legale che non sfociasse in un divorzio pieno) in caso di successione, è probabile che i coniugi Silvio e Miriam troveranno un accordo che tenga conto anche della volontà dei figli di avere, un domani, un ruolo manageriale e non meramente quello di azionisti nel gruppo del padre. Ma anche in questo caso, concludono concordi gli analisti contattati da Affaritaliani, data la giovane età dei ragazzi  (Barbara ha 24 anni, Eleonora 22 e Luigi 20) non è davvero possibile tentare di stimare oggi l’impatto sulle quotazioni dei titoli del gruppo di un simile scenario.

Luca Spoldi

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