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Economia

 

Discorso del Presidente Barack Obama (3)

Inizio d'anno con il botto per la Borsa valori, che nella prima seduta del 2013 mette a segno un rialzo del 3,81% dell'indice Ftse Mib, con l'All Share a +3,68%.

L'accordo in extremis che negli Usa ha evitato il 'fiscal cliff' ha convinto i mercati, e Piazza Affari e' stata quella che ne ha approfittato di piu' per spingere a fondo sul pedale dell'acceleratore.

Un esito indotto anche dal calo dello spread, sceso bruscamente sotto i 290 punti, che ha portato a una ventata di compere sui bancari.

La partita negli Stati Uniti in realta' non e' chiusa, altre intese sul budget saranno necessarie nei prossimi mesi; intanto l'attenzione si sposta sui dati macroeconomici, per cui oggi il primo segnale positivo e' venuto dall'indice Ism manifatturiero, in aumento oltre le attese a dicembre.

Lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti scende a 287 punti, raggiungendo la soglia obiettivo del premier dimissionario Mario Monti. Il tasso e' al 4,31%.In calo anche il differenziale calcolato sui Bonos spagnoli che scivola a 370 punti con un tasso del 5,12%.

I mercati hanno accolto con entusiasmo l'approvazione delle norme sul Fiscal cliff. Durante la votazione il partito repubblicano alla Camera si è spaccato, facendo tenere il fiato sospeso al presidente Obama e al mondo intero. Il voto finale, arrivato alle 5 ora italiana, ha visto 257 sì e 167 no, ma tra i deputati del Grand Old Party a vincere sono stati i no: solo 85 favorevoli contro 151 voti contrari.

Diventa definitivo l'aumento delle tasse per i più ricchi, con reddito oltre i 400mila dollari. L'accordo ha scongiurato un incremento delle tasse per il 98% degli americani. Misure per un totale di 1200 miliardi, pari a quattro punti di Pil Usa, che hanno richiesto un intenso "negoziato di Capodanno". Nelle ultime 80 ore è stato direttamente il vicepresidente Joe Biden a guidare la trattativa. E i membri del Congresso hanno praticamente stappato lo champagne in aula. Il primo gennaio, la maggioranza democratica ha assicurato un passaggio agevole in Senato. Diversa la questione alla Camera, dove il via libera era tutt'altro che scontato.

Per ora si tratta di un'intesa parziale, che non affronta il nodo dei tagli alla spesa pubblica: per definirli, il presidente Obama dovrà affrontare altri due mesi di negoziato, che lo impegneranno verosimilmente fino alla fine di febbraio. Lo stesso Obama ha ammesso che l'accordo sul Fiscal Cliff "è importante ma è solo il primo passo: occorre un approccio bilanciato per ridurre il deficit. Democratici e epubblicani possono lavorare insieme. Firmero' una legge che aumenta le asse sui piu' ricchi, il 2% degli americani, ed evita aumenti er la classe media. Cio' avrebbe rimandato l'economia in ecessione con un ovvio severo impatto sulle famiglie americane", ha affermato Obama sottolineando di aver mantenuto e promesse della campagna elettorale sulla necessita' di una iforma fiscale che non favorisse i ricchi "a scapito della lasse media". Obama ha parlato dalla Casa Bianca, subito dopo il sì della Camera alla legge sul fiscal cliff. Poi è subito ripartito per le Hawaii dove lo aspetta la famiglia per trascorrere qualche giorno di vacanza. Il presidente ha invitato anche il Congresso a fare una "piccola pausa" dopo la maratona natalizia per scongiurare il baratro fiscale. Obama aveva interrotto le vacanze la scorsa settimana, tornando a Washington per le negoziazioni.

Per gli Stati Uniti non è l'unica buona notizia della giornata:  l'indice manifatturiero Ism a dicembre e' salito a 50,7 punti, in crescita oltre le attese che erano di 50,3. A novembre l'indice si era attestato a 49,5 punti.

Anche le borse asiatiche hanno reagito positivamente all'accordo che ha permesso agli Stati Uniti di evitare il "baratro fiscale". A Hong Kong l'indice Hang Seng, che aveva aperto in rialzo dell'1%, ha raggiunto l'1,9% a metà seduta; in rialzo anche Seoul (+1,4%) e Sydney (+1,26%) mentre Tokyo e Shanghai sono chiuse per le festività.

Euro in rialzo su dollaro e yen. La moneta europea passa di mano a 1,3279 dollari dopo aver toccato un massimo di 1,3299 dollari. Euro/yen ai massimi da luglio 2011 a 115,74. La divisa giapponese arretra anche nei confronti del dollaro scivolando ai minimi da 29 mesi a 87,23.
 

MOODY'S, INTESA FISCAL CLIFF NON MIGLIORA SITUAZIONE - La legge per scongiurare il fiscal cliff non fa ipotizzare un possibile miglioramento del debito pubblica Usa nel medio termine. Questo il giudizio dell'agenzia di rating Moody's, secondo la quale saranno necessarie ulteriori misure nei prossimi mesi per abbassare il deficit, passo necessario se Washington vorra' che il suo attuale outlook torni a stabile da negativo. Senza ulteriori misure il rating potrebbe essere abbassato. Moody's finora ha confermato la tripla A agli Usa a differenza di Standard & Poors, che l'ha declassata.

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