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Economia

 

 

 

Piazza Affari chiude in forte calo, maglia nera d'Europa, con il Ftse Mib che segna un -2,50% a 15.644 punti. Dopo un avvio in deciso rialzo, sulla scia dell'accordo raggiunto dall'Eurogruppo sul salvataggio di Cipro, gli indici hanno fatto inversione di rotta con l'asta dei Ctz, che ha visto i tassi salire ai massimi da dicembre.

Per ampliare il calo nel pomeriggio, appesantiti dalla dichiarazione del presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, che ha definito la ristrutturazione delle banche di Cipro un modello per risolvere i problemi delle banche di altri Paesi europei. Non hanno aiutato le voci su un possibile taglio del rating dell'Italia da parte di Moody's (voci cui ha fatto seguito un 'no comment' dell'agenzia). Risalito sopra i 320 punti lo spread Btp-Bund. Sul paniere principale milanese, male le banche, Enel, Fiat, Finmeccanica, Telecom e Mediaset.

L'All Share ha segnato un -2,24% a 16.719 punti. Tra i bancari, male Intesa sp (-6,21%), Unicredit (-5,81%), Mediobanca (-5,30%), Banco popolare (-5,86%) e Ubi (-4,76%). Perdite meno pesanti per Mps (-2,60%) e Bpm (-1,58%). In deciso calo anche Generali (-3,35%).

"Non potevamo adottare subito un decreto senza presentare preliminarmente una nota di variazione del Def"

Nell'energia, Enel cede il 3,34%, Eni l'1,05%. Ok Tenaris +0,64%. Tra gli industriali, vendite sostenute su Fiat (-3,29%) e Finmeccanica (-3,63%). Male Mediaset (-4,73%) e Telecom (-3,57%). In controtendenza Parmalat (+1,69%).

La dichiarazione di Dijsselbloem intimorisce gli investitori, che si sono precipitati a vendere dopo una prima fase di seduta che era stata positiva proprio sulla scia dell'approvazione dell'accordo per il salvataggio di Cipro. Le borse europee chiudono quindi negative: pesante l'Ibex di Madrid, giu' del 2,27% a 8.140,6 punti, il Dax di Francoforte segna -0,51% a 7.870,90 punti, il Cac 40 di Parigi perde l'1,12% a 3.727,98 punti, l'Ftse 100 di Londra arretra dello 0,22% a 6.378,38 punti.

C'e' chi chiede al governo di "pagare tutto e subito lo stock di debito" della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese, "anche a noi piacerebbe, ma la presa di posizione della Commissione europea non significa un via libera illimitato". Lo dice il presidente del consiglio uscente Mario Monti in Aula al senato. "Non potevamo adottare subito un decreto senza presentare preliminarmente una nota di variazione del Def" prosegue Mario Monti, che aggiunge "l'Italia potra' uscire con ogni probabilita' dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo ad aprile".

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