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Economia


Si raffredda ancora lo spread dopo il successo dell'asta dei Bot che ha visto i tassi scendere ai minimi da gennaio 2010. Il differenziale tra Btp e Bund decennali è sceso prima sotto la soglia dei 270 punti e poi di altri dieci punti sotto quota 260, a 258. Il rendimento è al 4,12%. Il differenziale calcolato sui Bonos spagnoli e' a 337 punti per un tasso del 4,92%. Il ministero dell'Economia ha collocato 8,5 miliardi di euro di Bot annuali a un tasso dello 0,864% in calo rispetto all'1,456% della precedente asta. La domanda e' stata quasi 1,8 volte l'offerta. Anche la Spagna ha venduto in asta 5,8 miliardi di bond, ben al di sopra del target tra 4 e 5 miliardi di euro, a tassi in ribasso. Piazzati 3,9 miliardi di nuovi bond con scadenza marzo 2015 al 2,476%. La domanda e' stata 2,6 volte l'offerta.

Collocati 470 milioni di euro con scadenza 2026 al 5,555%, contro il 6,191% della precedente asta e 1,950 miliardi di bond con scadenza 2018 al 3,988% contro il 4,680% della precedente asta. Il rendimento dei bonos spagnoli e' sceso sotto il 5%. I mercati azionari viaggiano in territorio positivo dopo la decisione della Bce di lasciare i tassi invariati allo 0,75% e dopo l'analisi del presidente, Mario Draghi, che prevede un'economia in ripresa a fine 2013. Londra sale dello 0,25%. A Milano l'indice Ftse Mib di Piazza Affari cresce dell'1,14%. Francoforte guadagna lo 0,59% e Parigi avanza dello 0,16%. Madrid sale dello 0,35%. Il presidente dell'Eurotower ha spiegato che l'economia dell'Eurozona restera' debole anche durante il 2013 a causa del persistere dell'incertezza e degli effetti degli aggiustamenti di bilancio.

E' comunque attesa una graduale ripresa dell'anno come emerge dal lieve miglioramento di alcuni indicatori. Draghi ha anche esortato i governi dell'Eurozona a ridurre gli squilibri strutturali e, contemporaneamente, completare la ristrutturazione del sistema finanziario. Intanto il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ha lanciato l'allarme lavoro davanti al Parlamento europeo: la disoccupazione "superiore all'11% nell'Eurozona" e' "un problema drammatico" che e' stato "sottovalutato". Juncker e' tornato quindi a rilanciare, citando Carl Marx, la proposta di un "salario minimo in tutti i paesi dell'Euro, altrimenti si rischia di perdere la credibilita' e il sostegno dei lavoratori".

 

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