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La regina d'Europa Angela Merkel apre il 2013 con un dato che suggella un altro successo: nel 2012, Berlino ha registrato un nuovo record di occupati. L'Ufficio statistico federale rivela che a ricevere una busta paga sono stati oltre 41,5 milioni di tedeschi, 416 mila in più rispetto all'anno precedente. L'occupazione è cresciuta lo scorso anno per la sesta volta consecutiva, con un aumento di 2,66 milioni di lavoratori rispetto al 2005 (+6,8%), mentre nel 2011 aveva superato la soglia dei 41 milioni. La disoccupazione è scesa ai livelli minimi: lo scorso anno ha colpito 2,34 milioni di persone, 162 mila in meno rispetto al 2011. In termini percentuali, i senza lavoro sono passati dal 5,7% al 5,3%. Per fare un condronto, oggi in Germania ci sono meno disoccupati che in Italia (dove i senza lavoro sono poco meno di 2,9 milioni) nonostante la popolazione tedesca sia di oltre 80 milioni di abitanti e qualla italiana non arrivi a 60 milioni.

Non si tratta di un andamento improvvisato. In Italia la disoccupazione è ai massimi dal gennaio 2004. In Germania, al contrario, dal 2005 a oggi il numero di disoccupati si è dimezzato. Un buon biglietto da visita per Angela Merkel, da presentare agli elettori nel corso di questo 2013, in vista delle urne. Anche perché il prossimo anno potrebbe essere più duro del precedente. Lo ha confermato la stessa Cancelliere durante il suo discorso del 31 dicembre. "La crisi è lontana dall'essere superata", ha affermato con chiaro riferimento alla situazione europea. Ma non solo: anche la Germania, unica potenza continentale a non essere piombata in recessione, potrebbe chiedere qualche sacrificio ai propri cittadini. L'Europa lo ha già fatto notare: la Germania è sana ma, per evitare problemi futuri, deve "invertire la rotta" e arginare l'aumento del debito pubblico, ormai verso l'80% del Pil. La strada da percorrere prevede tagli alla spesa e riforma delle pensioni. Secondo Der Spiegel si tratterebbe della spending review più sostanziosa del dopoguerra. Il ministro delle Finanze  Wolfgang Schäuble avrebbe previsto, tra le altre cose, di eliminare l’aliquota agevolata Iva al 7%, portandola al 19%. Merkel, però, sarà più accorta: a settembre la aspettano le urne ed è difficile che, proprio nell'anno elettorale inizi una politica di austerità. Se nel 2012 la Cancelliera ha dovuto barcamenarsi tra gli equilibri europei e il benessere tedesco (scegliendo quest'ultimo), nel 2013 il sentiero sarà ancora più stretto. Merkel non dovrà solo bilanciare, come dichiarato il 31 dicembre, "benessere e solidarietà": dovrà anche cercare il giusto equilibrio tra solidità finanziaria e consenso elettorale. I trionfi del 2012 (occupazione record, piena egemonia in Europa e crescita in Germania) sono già alle spalle: sarà un 2013 complicato per Frau Merkel. 

Paolo Fiore

su twitter: @paolofiore

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