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Mussari

"La vicenda di Monte dei Paschi di Siena non può essere oggetto di fantasie elettorali". Il presidente del Consiglio Mario Monti prende la parola sullo scandalo della banca senese e fa sapere che "il governo, e nella fattispecie il ministro dell'Economia e delle Finanze, è disponibile a riferire in Parlamento". La richiesta era venuta sia dal presidente della Camera Gianfranco Fini che dall'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti.

"Io - sostiene il Professore intervenendo dal forum Davos - posso riferirmi al comunicato del ministero dell'Economia che ricostruisce la vicenda. Non è in questione il tema dei controlli, ma è importante sottrarre questa tematica dalla confusione che si sta creando attorno alla banca per evidenti ragioni". "Quanto è stato detto sugli interventi finanziari e sull'ammontare che sarebbe stato impiegato per Mps e il gettito Imu è oggetto di fantasie - precisa ancora Monti - anche perché la sottoscrizione di nuovi strumenti finanziari non è ancora avvenuta. E' un tema che non sussiste". "Mi pare che sia una questione abbastanza grave", ha detto invece il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Non sono esperto di banche - ha osservato il capo dello Stato - ma se la questione è grave bisogna occuparsene. Ed io ho piena fiducia nella Banca d'Italia".

Sul tema in mattinata è intervenuto anche il ministro uscente dell'Economia Vittorio Grilli che a margine della commemorazione per i 10 anni della scomparsa di Giovanni Agnelli non ha lesito le stoccate. "Non è un fulmine a ciel sereno", ha commentato Grilli a chi gli ha chiesto di quanto sta emergendo a Rocca Salimbeni e nel sistema bancario italiano. "Sappiamo da un anno che la banca è in una situazione problematica", ha aggiunto, escludendo però che si possa aprire una crisi anche in altri istituti: "Non ho evidenza di problemi simili in altre banche". Come si sia arrivati a questa situazione e perché non la si sia intercettata prima non pare però essere un problema che riguardi il Tesoro: "Sui controlli - ha concluso Grilli - dico solo che spettano alla Banca d'Italia".

Vittorio Grilli (3)

A parlare di controlli era stato in particolare Tremonti. "In Italia per legge e per storia la vigilanza bancaria, sulle singole banche, è di esclusiva competenza della Banca d'Italia. Nel caso specifico è un po' strano che la vigilanza non sia stata preventiva opppure anche successiva", aveva accusato l'ex ministro. "Nel caso specifico - ha aggiunto - non c'è stata un'azione ex ante, anzi tutti i controlli fatti per applicare i bond li ha fatti Banca d'Italia senza fare alcun rilievo, non c'è stata un'azione ex post perché questa l'ha fatta non la vigilanza ma la magistratura".

Parlando a margine della presentazione delle liste della lega Nord in Piemonte, dove è capolista al Senato, Tremonti aveva quindi incalzato il presidente del Consiglio. "Monti vada in Parlamento, riferisca e dica al Paese cosa è successo. Il Parlamento aveva bocciato quella norma e Monti su quella norma ha messo la fiducia, pertanto è il minimo che venga e ci spieghi che cosa ha fatto, anziché andare a Davos a raccontare agli illuminati suoi soci cosa sarebbe successo, venga e ci dica che cosa ha fatto. Che Monti sapesse risulta dalle carte. Il presidente della Camera ha detto che ha convocato Monti, e che non venga altri che Monti, se vuole accompagnato dalla Fornero, e dica al paese che cosa è successo".

Fini in precedenza aveva infatti auspicato un chiarimento parlamentare: "Non mi permetto di dare consigli al presidente del Consiglio, ma da presidente della Camera credo che farebbe bene il governo Monti a riferire immediatamente in Parlamento anche se è sciolto, in Commissione, circa quello che è a conoscenza il governo su questa vicenda", aveva sottolineato il presidente di Montecitorio a 'Omnibus', su La7.

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