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Mentre continuano le schermaglie fra Francia e Germania sul tema dei cambi valutari, Bruxelles scende in campo in favore dei Paesi del Sud Europa, dettando l'agenda del G20 che si svolgerà nel fine settimana a Mosca e discuterà anche il tema delle monete nazionali.

"Un forte apprezzamento dell'euro avrebbe un maggiore impatto sui paesi dell'Eurozona del Sud, più sensibili sul fronte delle esporazioni", è stato infatti l'allarme lanciato dal commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn, secondo il quale, in accordo con quanto già detto nei giorni scorsi dal presidente della Bce, Mario Draghi, "il tasso di cambio non é un obiettivo politico". E se l'euro è ampiamente in linea con la media a lungo termine, tuttavia uno studio dello scorso dicembre della Commissione Ue ha mostrato che un forte apprezzamento dell'euro ha un impatto maggiore sui prezzi nei Paesi meridionali dell'eurozona.

Rehn ha fatto sapere che Bruxelles apprezza la dichiarazione del G7 sul problema delle valute: i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali delle sette economie più industrializzate del mondo hanno infatti "riaffermato il loro impegno di lunga data per tassi di cambio determinati dal mercato valutario". I Paesi del G7 si sono quindi impegnati a perseguire i loro obiettivi di politica monetaria e di bilancio attraverso "strumenti interni", assicurando che non interverranno sui tassi di cambio. Rehn ha quindi auspicato che anche il G20, come il G7 nella dichiarazione riferita all'Eurogruppo dal presidente di turno, il ministro inglese George Osborne, riaffermi il suo impegno rivolto alla creazione di un sistema monetario più stabile che rispecchi i fondamentali dell'economia, senza intervenire sui tassi di cambio.

L'invito che il ministro dell'Economia francese, Pierre Moscovici, porterà al G20 questo weekend sarà "riflettere a livello mondiale su una strategia dei cambi che sia coordinata e intelligente". Per Moscovici, che è tornato in mattinata sul tema delle valute, non si tratta di fare pressioni sulla Bce né di intervenire tempestivamente, dovendo rispettare l'indipendenza della politica monetaria dell'Eurotower. Piuttosto, ha spiegato oggi, occorre un "approccio coordinato perché i cambi riflettano i fondamentali delle nostre economie" senza intralciare la crescita.

Ma il fronte è ancora diviso e, al termine dell'Ecofin, il ministro dell'Economia tedesco Wolfgang Schaeuble ha ribadito che la Germania non vede "alcun problema di cambi in Europa". Il dibattitto sull'euro ha fatto passare in secondo piano il problema non ancora risolto degli aiuti a Cipro: un accordo per la concessione degli aiuti internazionali dovrebbe essere finalizzato dopo le elezioni in programma nel Paese nel prossimo fine settimana e comunque entro il mese di marzo.

"Le discussioni sull'accordo per gli aiuti su Cipro vanno avanti", ha assicurato Noonan, che si attende la finalizzazione del pacchetto comprensivo per Cipro entro marzo, come annunciato. Tuttavia per Schaeuble Cipro deve fare di più per convincere la comunità internazionale della completa adozione delle regole per contrastare il riciclaggio del denaro sporco in vista di un accordo con la troika per la concessione degli aiuti.

Nicosia si trova in una grave crisi economica e ha da tempo richiesto aiuti all'Eurozona, facendo pressioni per accelerare l'iter decisionale per l'erogazione di un piano da 16,7 miliardi di euro. Il Paese è però considerato da molti un paradiso fiscale e del riciclaggio di denaro, in particolare per alcuni oligarchi russi, le cui partecipazioni nel sistema finanziario cipriota, ormai vicino al collasso, sono al vaglio dei funzionari della Troika.

 

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