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Economia
Cresce la tensione nell' umbrella revolution . Pechino a Obama e Cameron: statene fuori

Mentre Londra, potenza coloniale ma liberale fino al 1997 chiede alle istituzioni locali che sia garantito il diritto a manifestare, la Cina ha alzato la voce e ha intimato agli Stati Uniti e alle altre nazioni stranieri, inclusa l'ex potenza coloniale britannica, di non interferire negli affari interni di Hong Kong, perchè si tratta di una questione cinese. "Hong Kong è cinese. E' una regione cinese ad amministrazione speciale e gli affari di Hong Kong sono esclusivamente affari interni cinesi", ha dichiarato Hua Chunyng, portavoce del ministero degli Esteri di Pechino.

Stamane, la borsa di Hong Kong ha risentito pesantemente degli scontri, mentre i mercati cinesi sono sembrati non influenzati dalle proteste. Ma le notizie e le foto degli scontri tra polizia e manifestanti non erano facilmente accessibili nella madrepatria e anche i messaggi sui social-media molto limitati dalla censura. A mezzogiorno l'indice Hang Seng aveva ceduto l'1,9% scendendo a 23.218,64. Mentre il CSI300 che comprende i maggiori titoli di Shanghai e Shenzhen, era cresciuto dello 0,4%.

Ieri migliaia di persone sono scese nelle strade di Hong Kong per chiedere l'avvio della democrazia ed elezioni libere, ma l'intervento delle forze dell'ordine, con gas lacrimogeni, spray al pepe, proiettili di gomma e manganelli, ha disperso i manifestanti e portato all'arresto di alcune persone. I fermati sono di eta' compresa tra i 16 e i 35 anni. Tra loro c'è Joshua Wong, 17 anni, il leader degli studenti, accusato di assalto alla polizia. Le prime proteste erano iniziate alcune settimane fa quando Pechino ha fatto sapere che il capo del governo locale sara' eletto a suffragio universale, ma che i candidati saranno selezionati da una commissione cinese e saranno al massimo tre. Secondo quanto riportato dal quotidiano South China Morning Post, alcuni degli arrestati sono gia' stati rilasciati, ma e' stata negata la liberta' su cauzione a Wong.

Due dissidenti cinesi in esilio, Wang Dan e Wuer Kaixi, che erano stati tra i leader del movimento filodemocratico studentesco di Tiananmen, nel 1989, hanno espresso appoggio alle proteste. "Anche se abbiamo storie diverse, ci unisce con i nostri amici di Hong Kong la difesa della liberta' e della democrazia", ha dichiarato Wuer Kaixi, dinanzi a un gruppo di manifestanti che si e' raccolto nella notte a Piazza della Liberta', a Taipei.

I principali leader del movimento studentesco del marzo 2014, che occupò il parlamento di Taiwan in segno di protesta per la mancanza di trasparenza negli accordi con la Cina, Lin Fei-fan, Chen Wei-ting y Huang Kuo-chang, hanno aggiunto che il meccanismo "un Paese, due sistemi" è fallito a Hong Kong. Huang ha rivolto un appello a Taiwan e alla comunità internazionale perchè inviino un messaggio chiaro a Pechino affinchè "non soffochi la democrazia a Hong Kong".

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