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Economia

Gentili lettori,
vista la grande quantità di quesiti inviati alla rubrica "il notaio conferma?", vi segnaliamo che i notai potranno rispondere solo alle questioni di interesse generale formulate in un testo che non superi le 800 battute in modo da consentire a tutti, tramite la lettura della rubrica, di trovare un primo orientamento ai propri dubbi.
Per approfondire specifiche questioni personali vi suggeriamo  di rivolgervi direttamente agli sportelli di consulenza gratuita - a cura dei consigli notarili locali - attivi in quasi tutti i comuni italiani. Per informazioni e indirizzi:
http://www.notariato.it/it/notariato/chi-siamo/consiglio-nazionale-notariato/sportelli-cittadino.html

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QUESITO
Mio padre ha avuto due, figli oltre me. Una nata fuori dal matrimonio e senza il suo cognome, non credo l'abbia riconosciuta. Uno invece nato all'interno di un successivo matrimonio. Quest'ultimo io non l'ho mai conosciuto. L'altra è sparita, sono anni che non abbiamo contatti. Io sono malata da anni. Mio padre non ha mai fatto un testamento dicendo che dato che la casa è intestata a lui e a mia madre, sua attuale moglie, non ci saranno problemi. Ma io ho letto che esiste la legittima. Ma di quanto sarebbe la quota legittima? Inoltre un futuro lontano, se io non dovessi avere i soldi per dare loro la legittima, dovrei vendere la casa in cui vivo e restare in mezzo ad una strada? un testamento darebbe una garanzia in più? non capisco perché mio padre non mi tuteli data la mia situazione.

RISPOSTA
Se suo padre verrà a mancare senza testamento, la sua quota di metà della casa andrà per un terzo alla madre e per due terzi complessivamente ai tre figli. Non è quindi esatto quanto affermato dal padre circa il fatto che la cointestazione con la mamma risolve tutti i problemi.
La quota di legittima, cioè la quota che la legge riserva ad ogni singolo erede, non va calcolata sul solo appartamento, ma sull'intero patrimonio di una persona al momento della morte. La legittima del coniuge, in presenza di più figli, è di un quarto, quella dei figli ammonta complessivamente a metà del patrimonio, mentre l'altro quarto è disponibile, cioè può essere lasciata a chiunque.
In una situazione come quella prospettata dalla lettrice si raccomanda di ricorrere alla consulenza personalizzata di un notaio, per verificare l'eventuale utilizzo di strumenti diversi dal testamento (ad esempio la cessione dell'immobile con riserva di usufrutto ai genitori).

QUESITO
Sono invalido, sposato e ho un figlio. Vorrei sapere se ho diritto di pretendere da mio padre 82 anni la liquidazione della eredità legittima. Mia madre è morta e io sono l'unico figlio.

RISPOSTA
Gentile Signore, lei non ha diritto ad ottenere alcunché da suo padre, finché egli sarà in vita, in quanto sono nulli eventuali patti inerenti l'eredità effettuati prima della morte.
Invece, al momento dell'apertura della sua successione, avrà diritto ad almeno la metà del patrimonio ereditario in qualità di legittimario ai sensi dell'articolo 537 del Codice Civile, qualora vi sia un testamento che disponga a favore di terzi soggetti.
Nel caso in cui suo padre non lasci un testamento  avrà diritto all'intero asse ereditario ai sensi degli articoli 566 e seguenti del Codice Civile, essendo lei l'unico discendente ed essendo pre morta sua madre.

QUESITO
Mia nonna è venuta a mancare. Aveva 4 figli, due dei quali sono deceduti e lasciano un figlio ciascuno (io e mio cugino). In 4, stiamo quindi per ereditare un appartamento del valore commerciale di circa 300.000€ e 37.000€ in contanti. Come nipoti (eredi in quanto mancano i genitori), dobbiamo pagare la tassa di successione, come la calcoliamo? Dobbiamo pagarla sull'immobile e sui contanti?

RISPOSTA
L'imposta di successione non è dovuta per eredità devolute a parenti in linea retta (quali siete lei e suo cugino rispetto alla nonna), fino ad 1 milione di euro per ciascun erede (e mi pare che da quanto mi prospetta, siamo all'interno della franchigia): nel suo caso, dunque non è dovuta imposta di successione ma solamente, con riferimento ad imposte proporzionali, le imposte ipotecaria e catastale, che si calcolano sul valore del solo bene immobile (e non anche sul denaro, che pertanto sarà esente da imposta).

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