A- A+
Economia

Gentili lettori,

vista la grande quantità di quesiti inviati alla rubrica “il notaio conferma?”, vi segnaliamo che i notai potranno rispondere solo alle questioni di interesse generale formulate in un testo che non superi le 800 battute in modo da consentire a tutti, tramite la lettura della rubrica, di trovare un primo orientamento ai propri dubbi.

Per approfondire specifiche questioni personali vi suggeriamo  di rivolgervi direttamente agli sportelli di consulenza gratuita - a cura dei consigli notarili locali – attivi in quasi tutti i comuni italiani. Per informazioni e indirizzi:

http://www.notariato.it/it/notariato/chi-siamo/consiglio-nazionale-notariato/sportelli-cittadino.html

 

1- QUESITO
Sono un padre vedovo con due figli, ai quali ho donato due immobili (mantenendone l’usufrutto). Vorrei risposarmi (in regime di separazione dei beni) con una donna anche lei precedentemente sposata, con due figli avuti dal primo marito. In caso di mia morte, gli immobili donati prima del matrimonio rimarranno di pertinenza esclusiva dei miei figli? Oppure la quota di legittima terrà conto anche di tali beni? Come posso fare affinché i beni del mio primo matrimonio vadano esclusivamente ai miei figli?

RISPOSTA
Premesso che i “figli di primo letto” della sua eventuale futura moglie non avranno alcun diritto sulla sua successione, i beni da lei donati dovranno essere conferiti, a titolo di collazione ai sensi dell’articolo 737 del Codice Civile,  nella massa ereditaria al momento della eventuale divisione tra i suoi eredi.
Allo scopo di evitare tale effetto, può dispensare i suoi figli dall’obbligo di collazione con un apposito atto od anche con un testamento. In tal modo, raggiungerà l’intento di rendere i beni donati di “pertinenza” esclusiva dei donatari, ma solo nei limiti della quota disponibile, vale a dire solo se gli altri suoi eredi avranno ottenuto quanto spetta loro per legge.

2- QUESITO
Egregio notaio, le scrivo per sapere una cosa in merito al testamento. Mio padre ha avuto due, figli oltre me. Una nata fuori dal matrimonio e senza il suo cognome, uno invece nato all'interno del matrimonio . Quest'ultimo io non l'ho mai conosciuto. L'altra , dopo che mio padre ha avuto un infarto è sparita, sono anni che non abbiamo contatti, abita a Roma. Io sono malata da anni, ora ho 28 anni. Mio padre non ha mai fatto un testamento dicendo che dato che la casa è intestata a lui e a mia madre, sua attuale moglie, non ci saranno problemi. Ma io ho letto che c' la legittima. quindi anche in caso di cointestazione della casa. se sì, quanto sarebbe la legittima su una casa di 120.000 euro?inoltre un futuro lontano, se io non dovessi avere i soldi per dare loro la legittima, dovrei vendere e restare in mezzo ad una strada?un testamento darebbe una garanzia in più?non capisco perchè mio padre non mi tuteli data la mia situazione, la prego mi dia un consiglio

RISPOSTA
Se suo padre verrà a mancare senza testamento, la sua quota di metà della casa andrà per un terzo alla madre e per due terzi complessivamente ai tre figli. Non è quindi esatto quanto affermato dal padre circa il fatto che la cointestazione con la mamma risolve tutti i problemi.
La quota di legittima, cioè la quota che la legge riserva ad ogni singolo erede, non va calcolata sul solo appartamento, ma sull'intero patrimonio di una persona al momento della morte. La legittima del coniuge, in presenza di più figli, è di un quarto, quella dei figli ammonta complessivamente a metà del patrimonio, mentre l'altro quarto è disponibile, cioè può essere lasciata a chiunque.
In una situazione come quella prospettata dalla lettrice si raccomanda di ricorrere alla consulenza personalizzata di un notaio, per verificare l'eventuale utilizzo di strumenti diversi dal testamento (ad esempio la cessione dell'immobile con riserva di usufrutto ai genitori).

3- QUESITO
Spett.le Notaio vorrei porLe dei quesiti sulla successione.
Muore una zia e lascia come eredi solo tre nipoti A B e C.
Due, B e C, sono disinteressati all’eredità e non conoscono il comportamento di A.
La successione è sempre obbligatoria? Eventualmente c’e’ un termine per presentarla? Se nessuno la presenta va tutto in prescrizione? Entro quale termine? Ci sono delle penali per la mancata presentazione?

Se invece A presenta la successione e’ obbligata a comunicarlo a B e C? entro quale termine? In questo caso B e C possono rinunciare all’eredità? Entro quale termine? Se B e C non rinunciano diventano eredi o è comunque richiesta la loro accettazione? Entro quale termine?
Alla eventuale rinuncia di B e C devono seguire anche le eventuali rinunce degli eredi di B e C e così di seguito?

RISPOSTA
La dichiarazione di successione va presentata entro un anno dalla morte; in caso di presentazione dopo l’anno è prevista una sanzione oltre agli interessi (minima per il ritardo di un mese, e comunque mitigata dal ravvedimento operoso se il ritardo è contenuto nell’anno); in ogni caso (anche in presenza di prescrizione) la presentazione della dichiarazione è necessaria per potere eseguire la voltura catastale e per effettuare atti dispositivi dell’immobile.
Salvo che non si tratti di legato, la dichiarazione di successione va presentata per tutta l’eredità anche da uno solo degli eredi (in tal caso l’erede che paga le imposte ha diritto di rivalsa nei confronti degli altri).
La successione si accetta in modo espresso (con atto del notaio o del Cancelliere presso il Tribunale della successione) o tacitamente (per effetto del compimento di atti che presuppongono l’avvenuta accettazione); l’accettazione deve essere effettuata entro 10 anni dalla morte; se l’erede è nel possesso dei beni ereditari la rinuncia va fatta entro 3 mesi; in caso di rinuncia il diritto di accettare si trasmette ai figli.

4- QUESITO
Buongiorno, vorrei cortesemente porre un quesito.
Mia madre, 82enne, deve sistemare la casa in cui vive con mio padre.
Essendo entrambi pensionati, mi sono offerto di pagare per intero la ditta che farà i lavori.
Mio fratello ha deciso di non voler contribuire alle spese.
Mia madre a voce, solo a voce, mi ha detto che un giorno questa casa sarà mia .
Chiedo cortesemente: qualora i miei genitori cambiassero idea, potrò chiedere a mio fratello la somma che sto pagando per il restauro dell'abitazione. Ringraziando per la cortese attenzione, porgo distinti saluti

RISPOSTA
La circostanza che lei corrisponderà ai suoi genitori le spese della ristrutturazione della casa può essere qualificata o come donazione, ossia un regalo e quindi senza diritto alla restituzione, o come un vero e proprio finanziamento, e quindi con diritto alla restituzione nei modi e nei termini stabiliti di comune accordo tra le parti. A seguito del decesso dei suoi genitori l’obbligo di restituire la somma graverà sugli eredi, e quindi anche su suo fratello, in proporzione alla quota ereditaria a cui ciascuno avrà diritto.
Il problema, in tali casi, è provare la sussistenza del debito. A tal fine il consiglio è quello di formalizzare e disciplinare il finanziamento in un documento sottoscritto da tutte le parti e di corrispondere la somma finanziata mediante mezzi di pagamento tracciabili, come l’assegno o il bonifico bancario.
 

Tags:
notaio

i più visti

casa, immobiliare
motori
Ford ed Herme testano i veicoli a guida autonoma per le consegne a domicilio

Ford ed Herme testano i veicoli a guida autonoma per le consegne a domicilio


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.