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Economia
Ecco il piano di Renzi sulle tasse Lavoro e imprese, cosa cambia


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Intervista a tutto campo di Affaritaliani.it a Filippo Taddei, responsabile economico del Partito Democratico. "Non sforeremo il tetto del 3%". Nel secondo semestre "la crescita sarà migliore rispetto a quella della prima parte dell'anno". La manovra correttiva? "L'ha proposta Brunetta ed è questa la garanzia che non ci sarà". La legge di stabilità per il 2015 "sarà di 15-16 miliardi di revisione della spesa". Capitolo riduzione fiscale. "Il nostro obiettivo è quello di tagliare la pressione di altri 17 miliardi di euro su lavoro e imprese". Quanto all'abolizione dell'articolo 18 chiesta da Alfano...

L'Italia rischia di sforare il tetto del 3% quest'anno?
"No, questo rischio non c'è. Si rischia tutto nella vita, il futuro è incerto e il presente è certo, però quello che sappiamo è che le previsioni che abbiamo in mano e quelle confermate dal ministero dell'Economia sono tali per cui staremo dentro il tetto".

Quanto sarà la crescita per l'intero 2014?
"Da economista dopo l'ultima crisi fare numerologia non porta benissimo. Speriamo che i numeri siano superiori rispetto a quelli che alcuni prevedono in questo momento. Siamo stati sorpresi al ribasso nei primi mesi dell'anno, magari nella seconda parte dell'anno saremo sorpresi al rialzo. Il dato sulla produzione industriale italiana è comunque positivo e fa ben sperare per il terzo trimestre".

Manovra correttiva smentita?
"Non è mai esistita come opzione politica. La riprova di ciò è che è stata proposta dall'onorevole Brunetta e questa è la garanzia che non sia un'ipotesi concreta".

Il bonus di 80 euro verrà esteso?
"Stiamo ancora valutando quali sono le opzioni migliori. Quello che è certo è l'obiettivo finale: abbiamo due punti di Pil, ciè 30 miliardi di euro di spread fiscale, un eccesso di tassazione su imprese e lavoro rispetto agli altri paesi europei. Il nostro obiettivo è cancellare quei 30 miliardi di extratassazione su chi lavora e produce in Italia. Abbiamo ridotto questi 30 miliardi di 10,8 miliardi con il bonus di 80 euro già in vigore e che verrà reso permanente con la legge di stabilità, abbiamo ridotto di ulteriori 2,3 miliardi con il taglio dell'Irap del 10%. Quindi, se mettiamo insieme le due manovre, siamo a circa 13 miliardi di riduzione fiscale su impresa e lavoro. Ne mancano altri 17 e quella è la direzione. Vogliamo arrivare a colmare quei 30 miliardi che non casualmente sono gli stessi numeri che si trovano nel piano triennale di revisione della spesa pubblica".

Altri 17 miliardi di riduzione fiscale su Irpef o Irap?
"Sono ipotesi che stiamo valutando in questo momento. Saranno 17 miliardi di tasse che noi vogliamo levare a lavoratori e imprese, in quale forma lo valuteremo nel prossimo anno".

La legge di stabilità per il 2015 di che entità sarà?
"Stiamo ai numeri che ha dato il ministro dell'Economia e quindi almeno 15-16 miliardi di revisione della spesa. Non nuove tasse, ci siamo impegnati a non aumentare la pressione fiscale. Anzi, come detto, ridurremo la pressione fiscale ulteriormente su lavoro e imprese".

L'articolo 18 va abolito come dice Alfano?
"Possiamo evitare di discutere di totem e offrire al Paese quello di cui ha bisogno in un momento come questo, ovvero riforme coerenti e complessive. Abbiamo già un impianto di una riforma molto ampia e ambiziosa, che è quella della legge delega sul mercato del lavoro. Lì c'è molto la mano del Partito Democratico, mi piacerebbe che stessimo alle proposte sul tavolo e non alle interviste di mezza estate".
 

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