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Economia
The Italian Best Companies: ecco quali sono

Cosa sono ‘The Italian Best Companies’? Tutte quelle società di capitali che hanno evidenziato un’elevata redditività, una buona patrimonializzazione, un basso indebitamento bancario ed una tenuta e/o crescita del volume del valore della produzione (non vengono analizzati i comparti bancario, finanziario e immobiliare). In sostanza rappresentano la vera ‘spina dorsale’ dell’economia del Bel Paese.

E quante sono? ESG89 Group ha esaminato i bilanci di oltre 250.000 società di capitali.

La più alta percentuale di Best Companies risiede nella fascia di fatturato 5-50 milioni, con particolare numerosità fra 10-25 mln (2.826 società) - la cosiddetta media-impresa. Le aziende over 100 milioni dimostrano comunque di aver affrontato con determinazione il periodo di crisi confermandosi in crescita per numero.

Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna sono le regioni a più alta densità di Best performers. Mentre per valore del fatturato aggregato la classifica risulta essere: Lombardia, Lazio e Piemonte. Fra i comparti analizzati la meccanica si conferma il comparto più numeroso, seguito, da quello della consulenza-studi e ricerche (knowledge economy) che registra un incremento di oltre il 100% rispetto all’esercizio precedente.
Per dimensione, invece, la meccanica si conferma il settore ancora al top, seguita dai combustibili-energia e dalla distribuzione. Subito dopo il comparto consulenza-studi e ricerche, GDO e tessile-abbigliamento.
Imposte pagate: nel confronto 2010-2012 il totale delle tasse pagate dalle best companies è passato da 19 miliardi a quasi 32 miliardi a fronte di un totale di utili sostanzialmente stabile a quota 53-54 miliardi: una situazione intollerabile.
Occupazione: fra il 2011 e il 2012 gli occupati sono cresciuti di quasi 100.000 unità, passando da 2.613.000 a 2.711.000 (+3,7%).

Le proiezioni sull’esercizio 2013 delle Best Companies

Innanzitutto un dato non confortante: circa il 25% delle società non confermano la posizione di Best Companies raggiunta nel 2013. Questo a conferma della situazione di difficoltà anche per le aziende più sane lo scorso anno. Si contrae, infatti, complessivamente il fatturato di circa 8-10%, pur con utili netti in sostanziale equilibrio. Per quanto riguarda gli occupati si registra, inoltre, anche per queste società un lieve calo (-1,8%) forse dovuto all’irrigidirsi delle regole introdotte dalla riforma Fornero.

Ricerca di mercato ESG89 sulle prospettive del 2014 e sull’EXPO 2015
(Aprile 2014)

Dalla ricerca di mercato effettuata su un campione rappresentativo delle Best Companies risulta che:

1. 34% delle società vede il 2014 e il 2015 con grande ottimismo
2. 33% delle società vede il 2014 e il 2015 con moderato ottimismo
3. 24% delle società vede il 2014 e il 2015 con pessimismo
4. 9% non risponde

1. 33% vede nel Governo Renzi un futuro complessivamente positivo
2. 32% vede il Governo Renzi con fiducia solo se riuscirà ad agire tempestivamente sulle riforme promesse
3. 29% vede nelle scelte del Governo Renzi ancora incertezza e nebulosità
4. 6% non risponde

1. 42% delle aziende vede l’EXPO 2015 coma una grande opportunità di sviluppo per l’Italia
2. 28% delle aziende vede l’EXPO 2015 come una possibile opportunità di sviluppo non ancora concreta
3. 20% delle aziende non sono sufficientemente informate sulle opportunità dell’EXPO 2015
4. 10% non risponde

(nota: le aziende più ottimiste sulla riuscita dell’EXPO 2015 risiedono prevalentemente al Centro-Nord)

"Stiamo raccontando la caparbietà e le capacità di 10750 ‘eroi’ italiani. Imprenditori coraggiosi che continuano a raggiungere risultati importanti nei vari comparti economici anche in questo periodo di grave crisi. Sono prevalentemente imprese manifatturiere che esportano nel mondo il Made in Italy e che fanno dell’eccellenza e della qualità del prodotto il ‘plus’ vincente. Ma sono anche imprese che operano in modo straordinario nel commercio e nei servizi. Continuo a chiamarli ‘eroi’ - afferma Giovanni Giorgetti Ceo di ESG89 Group - perché la spesso ‘miope’ politica italiana sta continuando a fare di tutto per non sostenerli a dovere. Continuo a chiamarli ‘eroi’ perche hanno il coraggio delle scelte; hanno sulle proprie spalle la responsabilità delle azioni. Hanno il coraggio dell’ottimismo, che non significa pensare che vada tutto bene, ma che invece tutto si possa risolvere con la competenza, la caparbietà, la creatività e il coraggio.  Proprio con la creatività e l’artigianalità  - prosegue Giorgetti - riescono a creare il mix vincente che è alla base del lifestyle italiano, apprezzato in tutto il mondo.
La creatività è senza dubbio il primo degli elementi da prendere in considerazione in quanto l'arte italiana, ammirata in tutto il mondo, rappresenta oggi l'emblema del patrimonio culturale italiano che, già di per se stesso, costituisce un importante asset, unico nel panorama internazionale. Artisti del calibro di Leonardo, Donatello, Michelangelo rappresentano solo la punta dell'iceberg del contributo che l'Italia ha saputo dare nel tempo allo sviluppo economico, artistico e culturale mondiale.
Dall'altra parte, troviamo il valore del "saper fare": l’artigianalità. Solo per ricordarlo, l'Italia risulta essere il primo esportatore mondiale per oltre 200 prodotti, secondo per 340 prodotti e terzo esportatore di altri 380 beni. Proprio per le caratteristiche intrinseche del "Made in Italy" che emergono concetti-chiave come la creatività, l’innovazione, la qualità, il design e una spiccata "artigianalità  industriale".
La sfida tutta da giocare per Italia sarà inoltre quella di riuscire a recitare un ruolo di leader nell'economia nei prossimi anni: quella fatta dal mix di cultura, innovazione e sapere: la cosiddetta ‘knowledge economy’; nella quale gli aspetti intangibili in unione alla creatività, alla comunicazione e allo stile di vita italiano potranno fare dell'Italia un vero e proprio punto di riferimento, per l'avvento di un rinnovato ‘Rinascimento italiano’ che, guardando all'attuale contesto, rimane un traguardo ancora raggiungibile nel corso del prossimo ventennio.
Il 2014 sarà l’anno dell’auspicata ripresa e da cui ripartire. La sua entità dipenderà però dalle illuminate scelte di politica economica in Italia ed in Europa: meno austerità fine a se stessa e più politiche di investimento e di crescita anche di natura bancaria. Abbiamo, poi, un’altra grande opportunità: fra un anno l’Expo 2015. Un’occasione imperdibile per mettere in vetrina tutte le eccellenze italiane e farle decollare sui mercati internazionali. A partire dal rilancio dell’accoglienza e del turismo con le nostre bellezze artistiche e ambientali che tutto il mondo ci invidia. Non dimentichiamoci – conclude Giorgetti - che ogni scarpa, ogni maglia, ogni mobile, ogni prodotto alimentare che gli stranieri acquistano lo fanno sognando il belpaese!"

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Tags:
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