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Economia
L'opinione di Mediolanum #04: Nonostante gli "entelechiani"

Che cos’è esattamente un “fatto entelechiano”? Per gli studenti bocconiani di qualche anno fa che hanno avuto come insegnante il professor Giovanni Demaria (1) sembrerà una domanda facile: è una variabile esogena non permanente, cioè un accadimento esterno al contesto economico che però ha un forte impatto su di esso. Volendo passare dalla teoria alla pratica possiamo definire come “fatti entelechiani” la caduta del muro di Berlino così come il fallimento della Lehman Brothers e l’11 Settembre 2001, infatti sono tutti eventi che hanno colpito in modo imprevedibile Borse, mercati finanziari ed economia mondiale. Ai giorni nostri il minacciato fallimento dell’Euro, le varie crisi di governo e della nostra politica interna, oppure, guardando oltreoceano, il fiscal cliff (2), il sequester (3), lo shutdown (4) e se vogliamo anche l’avviso di Ben Bernanke sull’avvicinamento del “tapering”, cioè la conclusione dell’enorme stimolo monetario in vigore dal 2009, hanno rischiato di essere anch’essi “fatti entelechiani”.

Tuttavia questi imprevisti non sono riusciti a invertire la tendenza rialzista globale dei mercati azionari e obbligazionari, che si è rivelata sino a oggi costante e inequivocabile.

 

PORTAFOGLIO

AZIONARIO

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Nel grafico sono rappresentati gli andamenti delle principali Borse mondiali (S&P500, Euro Stoxx50, Nikkei, MSCI Emergenti, MSCI Mondiale, FTSE Mib Milano) dal 2008 inizio della crisi, ai giorni nostri.

Ora, dopo una simile crescita, è naturale che ci si chieda se le Borse non siano care o sopravvalutate.

Stando al “Cape Shiller Index” (5), ideato dal fresco premio Nobel per l’economia Robert Shiller, le medie storiche sono state superate ma è importante tener presente che questo indice prende a riferimento solo lo S&P500, cioè il principale indice americano, e non la totalità dei mercati.  Altre analisi, quali quelle di Thomson Reuters, per citare un esempio, considerano invece la Borsa americana un ottimo investimento; analisi che prevedono che gli utili delle società quotate a Wall Street avranno una crescita a due cifre. Dello stesso segno anche l’opinione di Warren Buffet.

In un contesto orientato alla diversificazione e in un’ottica non di breve termine, può essere arrivato il momento di ampliare l’orizzonte includendo la cara vecchia Europa, attualmente sottovalutata, e i Mercati Emergenti ultimamente sin troppo penalizzati.

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Nel grafico qui sopra è rappresentato l’andamento del “Cape Shiller Index” che sintetizza la valutazione delle azioni dello S&P500 (l’indice che rappresenta le 500 più grandi aziende Usa) attraverso il metro del rapporto P/E.

OBBLIGAZIONARIO

Con l’arrivo di Janet Yellen (6) alla FED, il “tapering”, cioè la riduzione degli stimoli monetari, sembra allontanarsi o diluirsi nel tempo, con esso svanisce il timore di prossimi aumenti di tassi e di perdite nell’obbligazionario, come dire: tanta paura per nulla. Anche se l’epoca della grande euforia è alle spalle.

A ribadirlo è Bill Gross, gestore PIMCO e re dell’obbligazionario, che dopo aver paventato per molti mesi un pericolo bond sollecitando la vendita di titoli di stato a lunga scadenza, oggi dichiara: “avremo tassi bassi per decenni”.

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Fonte: Pictet

Nella tabella sopra sono indicate le previsioni per un possibile riassorbimento degli stimoli monetari (cosiddetto “tapering”) e l’uscita dalla politica monetaria espansiva fino al ritorno della “normalità” monetaria.

L’arrivo della Yellen potrebbe essere inquadrato come un “evento entelechiano”, per mesi i mercati si sono posizionati puntando verso una riduzione dell’enorme liquidità, una riduzione da attivare celermente e con tempi ravvicinati. E invece oggi sappiamo che l’avvento della Yellen, considerata una “colomba” dell’espansione monetaria, allontana le procedure restrittive e le allunga.

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C’è chi entra e chi esce. Qui sopra la “formazione” che compone il consiglio della FED (Banca Centrale Americana), accanto a ogni componente viene segnalato l’atteggiamento di politica monetaria (Hawkish/falco se restrittivo, Neutrale e Dovish/colomba se espansionista) e la sostituzione tra chi avrà un ruolo attivo (votante) e chi passivo (senza diritto di voto).

Il recente caso dello “shutdown” apparentemente un impedimento, secondo la teoria del “tanto peggio tanto meglio” è invece un motivo in più per allungare i tempi sull’espansione monetaria e l’allontanamento del “tapering”.

A conferma di queste interpretazioni, sono le ultime dichiarazioni degli esponenti della Fed Evans, considerato una colomba, e Fisher, un falco, entrambi affermano che è ancora troppo presto per intraprendere l’opera di riduzione monetaria, Fisher addirittura si sbilancia dicendo che Ottobre non sarà il mese di partenza, ma si assisterà a un nuovo rimando.

Se a tutto questo aggiungiamo le forze espansioniste del mondo: Kuroda, il Governatore della Banca Centrale giapponese, pronto a qualsiasi mossa pur di far ripartire crescita economia e inflazione, Draghi, il Governatore della BCE, che pare propenso a un ulteriore taglio dei tassi, capiamo che ci troviamo di fronte a un orizzonte con una lunga navigazione nella liquidità e nell’espansione.

VALUTARIO

Continua in modo perentorio, quasi irriverente, il paradosso sul mercato valutario: l’Euro in avanzamento sul Dollaro.

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Nel grafico l’andamento del cross Euro/Dollaro con tracciata la linea di resistenza che lambisce tutti i picchi toccati dall’Euro negli ultimi 7 anni. Una resistenza da non varcare pena un ulteriore rafforzamento dell’Euro.

Un’economia ancora disordinata, debole, e priva di una precisa linea espansionistica, con un debito ancora elevato, si trova ad aver una valuta, l’Euro, che non trova posa e che rimane ancorata a livelli fondamentalmente elevati rispetto al Dollaro, moneta rappresentativa di un’economia più vivace.

Il motivo sostanzialmente risiede nell’atteggiamento più aggressivo della Banca Centrale Americana in termini di espansione monetaria, rispetto alla BCE.

Alle porte però si profila un nuovo taglio dei tassi della Banca Centrale Europea e a questo potrebbero seguire nuove mosse di allentamento monetario.

Visti gli attuali livelli, è pensabile che la quotazione del Dollaro sia un vantaggio per chi compra, in prospettiva di un’economia americana che promette un’espansione ancor più robusta per il 2014.

“NON C’E’ SPINA SENZA ROSA”

Sì, il Toro (il mercato al rialzo) è arrivato anche a Milano, le sue corna sono spuntate anche a Piazza Affari e puntano decisamente verso l’alto.

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In tabella: a sinistra l’andamento degli indici relativi al settore manifatturiero e ai servizi delle piccole e medie imprese italiane, a destra l’andamento dell’indice di fiducia dei consumatori. Entrambi, dopo una tendenza inesorabilmente al ribasso, hanno invertito, puntando decisamente verso livelli ora espansivi.

Non è solo una questione meramente finanziaria, finalmente anche i dati economici, gli anticipatori, dopo profondi ribassi iniziano ora un’inversione a “V”, chi spinge verso un ritorno alla normalità, e chi addirittura preannuncia inversione espansionistica.

Ma la notizia che più di ogni altra anticipa il vento della ripresa, risale a qualche settimana fa quando è stato rilevato un boom di investimenti Usa diretti verso il mercato Europeo, un travaso che non si vedeva da molti anni, fin dal 1977.

Sono quindi in molti a pensare che vista l’attuale e oggettiva sottovalutazione di Piazza Affari e dell’Europa, è il caso di seguire il flusso e diventare patrioti, anche con il portafoglio.

  1. Economista italiano (Torino 1899 - Milano 1998); prof. nell'Istituto sup. di commercio di Bari e dal 1934 nell'univ. Bocconi di Milano, in cui ricoprì anche la carica di rettore (1945-52). Svolse ricerche di economia dinamica e del lavoro presso università straniere, diresse, dal 1938, il Giornale degli economisti e presiedette la commissione economica per la Costituente (1945-47). Socio nazionale dei Lincei (1957); nel 1954 gli venne attribuito il premio Einaudi per le scienze morali.
  2. Si intende il tracollo economico che provocherebbe un consistente aumento delle tasse e al contempo un drastico abbassamento della spesa pubblica, facendo de facto crollare il prodotto interno lordo (PIL) dello Stato che ha applicato tale misura economica e mandando quindi l'economia in recessione.
  3. Una serie di tagli automatici e lineari alla spesa pubblica.
  4. Il sistema attraverso il quale vengono sospesi in automatico alcuni servizi non essenziali del governo  USA quando si supera il tetto del debito.
  5. Il P/E è il rapporto tra il prezzo di un’azione e gli utili dell’azienda, ed è uno degli indicatori tradizionalmente impiegati per la valutazione del mercato azionario. Robert Shiller ha messo in evidenza due limiti del semplice rapporto P/E: il primo è legato agli effetti dell’inflazione, il secondo è legato al ciclo economico, in particolare alla possibilità di trovarsi in una delle situazioni estreme che lo caratterizzano, come una crisi profonda o un momento di boom economico che non rappresentano condizioni “normali” e che, quindi, possono dare luogo a misurazioni distorte. L’obiettivo di depurare la misura del rapporto da questi effetti lo ha spinto a prendere in considerazione il valore reale (cioè calcolato al netto dell’inflazione) dei prezzi e degli utili; inoltre, per eliminare gli effetti distorsivi del ciclo economico, Shiller decise di dividere il prezzo dell’azione per la media degli utili realizzati durante gli ultimi dieci anni. Secondo Shiller i dati così ottenuti offrono una serie storica del rapporto prezzo-utile corretto.
  6. La prima donna nella storia a essere nominata Governatore della Banca Centrale americana. L’insediamento avverrà a febbraio del 2014 allo scadere del mandato di Ben Bernanke.

 

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Nota di Redazione : gli argomenti, le immagini e i grafici sono frutto di elaborazione interna a Banca Mediolanum

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