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Economia
Jobs Act/ Landini (Fiom): "Renzi riporta l'Italia al 1800"


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Dopo il via libera del governo ai decreti attuativi del Jobs Act, i sindacati continueranno nella lotta? "Assolutamente sì. Ci saranno altre iniziative. E non escludiamo nulla, né sul piano della mobilitazione, né sul piano dell'azione contrattuale, né sul piano dell'azione giuridica. Questo provvedimento fa riportare l'Italia al 1800. E' inaccettabile", risponde Maurizio Landini, segretario generale della Fiom-Cgil intervistato da Affaritaliani.it.

Un altro sciopero generale nel 2015? "Discuteremo e decideremo quali sono le forme. Il punto non è semplicemente cosa si fa ma quello che è avvenuto. Quel provvedimento ci fa ritornare al 1800 e fa ritornare il lavoro a pura merce. E' una regressiona inaccettabile. E quindi discuteremo e decideremo tutte le forme più opportune per impedire che i diritti dei lavoro vengano cancellati".

E' possibile un ricorso in Europa? "La Cgil ha già fatto un ricorso alla Corte europea sui contratti a termine e quindi non escludiamo nulla. E' chiaro che siamo di fronte a un fatto gravissimo. In questo modo si è cancellato lo Statuto dei Lavoratori e si sono resi possibili i licenziamenti senza alcun vincolo. Questo non è un provvedimento per l'occupazione ma è un provvedimento per rendere più facili i licenziamenti".

Ma Renzi non è di sinistra? "Questo è un governo che è contro chi lavora. E' contro i diritti di quelli che lavorano. Un provvedimento di questo genere non solo non cancella la precarietà ma nel tornare a rendere possibili i licenziamenti, sia individuali sia collettivi, solo in cambio di qualche mancia e un po' di denaro, insisto, vuol dire tornare al 1800. E questo è del tutto inaccettabile".

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