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Economia
Giorgio Squinzi (1)

"Fate presto". Il manifesto di Confindustria torna a chiedere un intevento rapido alla politica, come già aveva fatto il suo giornale, il Sole24ore, nel momento più acuto delle tensioni sui titoli di Stato italiani.

"Siamo in un'emergenza economica e sociale", ha affermao il presidente degli industriail Giorgio Squinzi presentando il documento programmatico Crescere si puo, si deve, varato dalla Giunta di viale dell'Astronomia. Ormai il tempo è scaduto: si deve avviare "senza ritardo" un processo di riforme "sul quale ci aspettiamo che tutte le forze politiche prendano un impegno, perché è ora di cambiare volto al Paese. Siamo arrivati all'ultimo minuto per cambiare volto al Paese - ha aggiunto Squinzi - partendo dalle istituzioni del Paese. Abbiamo bisogno di un'Italia liberale e di uno Stato che lasci spazio a più concorrenza dei privati", ha aggiunto.

I PUNTI DELLA "TERAPIA D'URTO" - Serve "una terapia d'urto": è fondamentale "dare ossigeno alle imprese con il pagamento immediato di 48 miliardi di debiti commerciali accumulati da Stato ed enti locali, che sono debito pubblico occulto". Si deve poi "tagliare dell'8% il costo del lavoro nel manifatturiero e cancellare per tutti i settori l'Irap che grava sull'occupazione". Al terzo punto della 'cura' si consiglia di "lavorare 40 ore in più all'anno, pagate il doppio perche' detassate e decontribuite". Si deve poi "ridurre l'Irpef sui debiti piu' bassi e aumentare i trasferimenti incapienti; aumentare del 50% gli investimenti in infrastrutture; sostenere gli investimenti in ricerca e nuove tecnologie; abbassare il costo dell'Energia".

Secondo Confindustria è possibile "mobilitare 316 miliardi di euro in cinque anni". Solo in questo modo "Il tasso di crescita si innalzerà al 3%; il Pil aumentera' in cinque anni di 156 miliardi di euro (al netto dell'inflazione), +2.617 euro per abitante; l'occupazione si espandera' di 1,8 milioni di unita', il tasso di occupazione salira' al 60,6% nel 2018 dal 56,4% del 2013 (+4%) e il tasso di disoccupazione scendera' all'8,4% dal 12,3% atteso per il 2014".

Si deve realizzare, ha continuato il presidente degli industriali, "uno Stato che sia amico di chi tutti i giorni si impegna a produrre benessere e occupazione" perché "se il Paese non sarà capace di fare scelte forti, anche nei prossimi anni ci sarà una ripartenza che non supererà lo 0,5%". Resta alto "il rischio di una distruzione della nostra base industriale". "Un'emergenza" non solo economica ma anche "sociale". Secondo viale dell'Astronomia, "dobbiamo riconquistare la crescita, creare lavoro, riconoscere e riaffermare la centralita' delle imprese, infondere fiducia negli italiani, restituire ai giovani un futuro di progresso, facendo ripartire subito l'economia rilanciando l'industria, vera colonna portante del Paese". L'unica "alternativa e' il declino. Non possiamo e non vogliamo accettarlo. Ne va del futuro dei nostri giovani e delle nostre imprese". Tornare a crescere, si sottolinea nel documento, "e' un imperativo. E' un obiettivo raggiungibile".

PAROLA D'ORDINE: RIFORME -  "Dobbiamo rendere piu' flessibile il mercato del lavoro. La riforma Fornero non e' stata sufficiente per una vera liberalizzazione. Riteniamo che il prossimo governo - ha aggiunto - debba arrivare a una formulazione piu' in linea con quanto e' stato fatto nella maggior parte dei paesi europei".

 

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