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Per la nuova spider di Alfa Romeo Sergio Marchionne punta su Mazda: il gruppo giapponese (che vede Ford come principale azionista) produrrà a partire dal 2015 la nuova due posti del biscione nello stabilimento Mazda di Hiroshima, sulla base dell’architettura della MX-5 di prossima generazione. Per evitare di farsi concorrenza Mazda e Fiat hanno già fatto sapere che svilupperanno due vetture per ciascun gruppo a trazione posteriore distinte nel design e nella motorizzazione, come icone “chiaramente riconoscibili” ciascuna del proprio marchio.

L’accordo giapponese segue di poche ore l’annuncio di un'altra intesa, questa volta col partner cinese Ghuangzhou Automobile (Gac) , con cui dal 2011 la Fiat produce a Changsha la Viaggio e che distribuisce in Cina modelli quali la Fiat 500, il Chrysler Freemont e la Fiat Bravo. In base agli accordi siglati si amplierà l’attività in modo da “rendere possibile la localizzazione nei prossimi anni di ulteriori modelli della gamma Fiat” in Cina. In particolare Gac costruirà un nuovo stabilimento per realizzare modelli a marchio Jeep destinati al mercato locale. La campagna d’Asia di Marchionne a questo punto potrebbe concludersi con un rilancio in India, dove da qualche tempo il gruppo ha allentato gli storici legami col gruppo Tata per cercare di sviluppare una propria rete distributiva, ed eventualmente con un rilancio della collaborazione con un altro produttore giapponese, Suzuki, in scadenza a fine anno.

Con  Suzuki (che ha Volkswagen tra i suoi soci principali) era stato sviluppato il crossover Fiat Sedici e non è escluso che il sostituto della SX4 (gemella della Sedici), atteso tra fine anno e inizio 2014 e per il cui sviluppo il produttore giapponese ha preferito muoversi autonomamente, possa trovare il modo di “italianizzarsi”, non solo in termini di motorizzazioni (si parla da mesi di un interesse giapponese per la gamma di motori diesel multijet Fiat). Per il resto Marchionni sembra concentrare le sue attenzioni più sugli Stati Uniti ed è comprensibile visto come sta proseguendo la crescita di Chrysler, ormai risalita all’11,2% di quota di mercato contro il 10,5% di fine 2011.

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