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Economia

Di Debora Gandini

"Il nostro Paese ha bisogno del dialogo. Negli ultimi periodi abbiamo assistito a situazioni più adatte a uno stadio, a una partita di calcio che a un parlamento". Il messaggio arriva dal Gran Maestro della Gran Loggia D'Italia, il professor Luigi Pruneti. La massoneria, nei giorni scorsi, è balzata di nuovo agli onori delle vicende politiche dopo la provocazione lanciata da Vendola che defini' Monti un "massone".

Gran Maestro come definisce l'attuale situazione politico-economica italiana?
"Da un punto di vista economico ci troviamo di fronte a una crisi che non è congiunturale ma è strutturale e globale. L'Italia, anche a causa del suo debito pubblico, è in un situazione di crisi particolare, a cui si aggiunge una crisi politica non indifferente. Una crisi che di conseguenza ha interessato diverse formazioni politiche. Siamo alla vigilia di una consultazione elettorale  storicamente del tutto nuova, con formazioni mai viste prima, come il Movimento a 5 Stelle, e con la lista di Mario Monti. Di novità ce ne sono tante".

Ma la massoneria come vede queste nuove formazioni politiche?
"La massoneria non si occupa di politica e quindi non puo' dare giudizi. La massoneria in italia è costituita da più logge. Con iscritti che simpatizzano per i diversi schieramenti. Non possiamo prendere posizioni per questo o quel gruppo, altrimenti si farebbe un'opera di coercizione nei confronti della libertà di voto, di coscienza".

L'altro giorno Niki Vendola, in modo provocatorio, ha definito l'ex premier Monti, un massone, che usa metodi da Grande Oriente D'Italia ( l'altra grande loggia massonica del Paese). Lei Gran Maestro cosa ne pensa?
"Su Monti se ne sono dette tante, addirittura quando ebbe l'incarico di formare il nuovo governo, furono pubblicate in rete fotografie fasulle, fotomontaggi con il Professore con i paraventi massonici. Secondo me, Mario Monti con la massoneria non c'entra niente,  E' un personaggio di estrazione cattolica, ha avuto il consenso da parte di formazioni distanti dal nostro pensiero, e poi non ha bisogno della massoneria neppure a livello internazionale".

La lista dei "Fratelli" è segreta. Non si possono fare nomi. Qualche big però? Ad esempio, c'erano massoni tra gli esponenti del governo Berlusconi e nel governo tecnico di Monti? 
"Per quanto riguarda la mia formazione, La Gran Loggia d'Italia, posso confermare che sia nel governo Berlusconi che in quello di Monti, non avevamo iscritti. Ma non posso parlare a nome di altre obbedienze".

Per quanto riguarda invece il mondo dell'alta finanza: ci sono iscritti tra i banchieri o i grandi industriali, c'è un rapporto diretto tra massoneria e l'establishment finanziario e agenzie di rating?
"Io tenderei ad escludere che, ci sia in un paese come l'Italia, un rapporto tra la rete massonica e quella finanziaria.  Una combine di questo genere, ci può essere, forse, in altri paesi dove la massoneria è estremamente diffusa . Ad esempio nel Regno Unito i massoni sono circa 600 mila, negli Usa sono circa 1 milione, sono altri numeri.  Qui può accadere che esponenti importanti della politica siano iscritti a qualche loggia".

Niente riunioni segrete quindi per favorire determinati grossi personaggi?
"Non ne hanno bisogno".

Ma ci sono degli iscritti nelle varie logge?
"Si dice che i massoni nel mondo siano circa 10 milioni e tra questi si saranno sicuramente personaggi dell'alta finanza, dell'imprenditoria e della politica".

Di cosa abbiamo bisogno per superare questo momento di profonda crisi?
"Preciso che questo è un mio parere:  il paese ha bisogno di una maggiore equità fiscale, di incentivi per la ripresa economica, perché la crisi attuale non incentiva la produzione e il mercato interno; c'è poi bisogno di un impegno totale e assoluto per affrontare il vero cancro: la disoccupazione, specie quella giovanile. Questo è il vero dramma e un grande rischio che potrebbe portare a problemi di carattere sociale non indifferenti".

Lei è ottimista?
"Il 2013 sarà un anno di sofferenza, sicuramente nel 2014 potrebbe esserci una lieve ripresa anche da un punto di vista internazionale.  Ci potrebbe essere un'opportunità per uscire dal tunnel. Ci deve essere, però, un governo con un programma ben chiaro e che agisca senza problemi di conflittualità perché questo porta all'immobilismo".

Finora, secondo lei, la campagna elettorale come si sta svolgendo?
"E' una campagna abbastanza confusa da parte di determinati schieramenti. Non vorrei che si impostasse, come già successo, solo attaccando gli avversari, senza essere capaci di spiegare le proprie idee e programmi. Serve chiarezza".
 
Lei voterà?
"Si è un dovere democratico. Valuterò le varie proposte".

 

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