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Economia

"You can check out any time you like but you can never leave" che tradotto suona come: "puoi lasciare libera la stanza quando vuoi ma non potrai andartene mai", sembrava il semplice ritornello della più celebre canzone degli Eagles, e invece sembra diventare la perfetta colonna sonora del tempo finanziario che stiamo vivendo.
Era Richard Fisher ( Fed di Dallas) nel Dicembre 2012 a manifestare le prime preoccupazioni per la spirale viziosa in cui la Fed  si stava infilando da qui "politica monetaria Hotel California" aggiungendo che "sarà difficile uscire da questa vortice monetario, come nella canzone degli Eagles è difficile lasciare quell'hotel". Sono orgoglioso di essere stato pioniere, fin dall'inizio nel mio blog ho cavalcato quella che sembrava un'assurda provocazione,  e che invece un anno dopo "la sindrome Hotel California" viene ripresa e usata da molti per spiegare l'attuale situazione: siti di Borsa, analisti finanziari e persino dal Sole24Ore, "Hotel California" era in testa nella hit parade di fine anni '70 e sembra esserlo anche oggi, quasi 40 anni dopo.

La preoccupazione è dilagante, molti critici sostengono che la causa degli attuali vizi di mercato sia dovuta all'atteggiamento della Fed che "incoraggia" e consente investimenti speculativi in leva e quindi esagerati, che è un po' come se il CIO incentivasse l'utilizzo del doping nello sport, porterebbe magari maggiore spettacolo, ma che ne sarebbe della salute degli atleti? Un bel problema per la Yellen, prossimo governatore della Fed, che si troverà non solo la problematica eredità che Bernanke le consegnerà, ma anche Fisher (considerato un falco, quindi favorevole alla conclusione degli stimoli monetari) come membro votante del consiglio e quindi a Lei ostile. Quale sarà il finale della canzone "Hotel California"? Il "soft landing", l'atterraggio morbido, il lieto fine, è il sogno di ogni banchiere centrale, un sogno, appunto. Aiuterà la Yellen sapere che per gli Eagles, il messaggio di "Hotel California" era una critica verso l'oscura vulnerabilità del sogno americano, e soprattutto una metafora della schiavitù da stupefacenti. Gli stessi stupefacenti da cui la finanza sembra non riuscire a fare a meno, e la Fed continua a fare da pusher.

Mentre negli Stati Uniti si festeggia nell'ecstasy finanziario, dall'altra parte dell'Oceano, in Europa, ancora si arranca aspettando le mendicanze della coppia Bundesbank Merkel. Draghi fa il possibile, ma si deve osare di più perché l'economia urla di dolore: disoccupazione record, prezzi che scivolano lentamente nella deflazione e l'export (fino a ora unico sbocco per la ripresa) zavorrato da un Euro sempre più in rafforzamento. Tagliare i tassi a zero, innovazioni espansive monetarie copiando il "made in Usa" o ancora più spericolate come il "banzai" giapponese, Draghi osa, se non ora quando?

Intanto a Piazza Affari sembra di rivivere scampoli di euforia dal sapore antico. "Boom di ordinativi", "risultati impressionanti", il ritornello nei notiziari è per tutti lo stesso, purtroppo non si tratta di economia e posti di lavoro, ma di finanza, il Btp va a ruba. "Hotel California" per molti una preoccupazioni, per noi fin dall'inizio il "Bengodi finanziario", ma con la finanza non si mangia. E se grazie alla finanza si uscisse dalla crisi? Piazza Affari in questi giorni si prende una pausa, pronta a riprendere la galoppata, già pregustando i botti di fine anno. Sopra 19,500 prepariamo la letterina per Babbo Natale. E nella Letterina ci sarà la lista dei titoli, soprattutto le small cap, le piccole società che tanto hanno reso felice (e successivamente rovinato) tanti piccoli risparmiatori, ora sono pronte a ripartire: BET e COBRA, pronte a uscire dalla lista dei cattivi; ESPRINET ha un'anima spagnola che vede la ripresa; BIANCAMANO sta aspettando i pagamenti dalla Pubblica Amministrazione che le daranno carburante; BANCA PROFILO e l'unica nel settore risparmio gestito a non aver corso, presto galopperà e poi c'è CHL un macchinario per l'ossigenoterapia sembra la novità in casa FarmaChl, lo stesso ossigeno che servirebbe alle casse sfinite della società e degli azionisti, in soccorso sembra arrivare l'emissione di un prestito obbligazionario, forse ci siamo.

A Wall Street sta per sbarcare Twitter, attenzione però ai cinguettii ammaliatori, il mercato USA è molto tirato, un segnale d'allarme arriva dallo "Skewx" un indicatore che misura il rischio attraverso le opzioni sullo S&P500. L'indicatore si trova a 133, sempre più vicino ai massimi, un segnale che deve imporre la prudenza…

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