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Via libera della Commissione al piano di ristrutturazione di Mps. Bruxelles ha ritenuto che il sostegno pubblico è "in linea con le regole degli aiuti di stato". La Commissione ha approvato le misure di ricapitalizzazione da parte dello Stato e di 13 miliardi in garanzie "per ragioni di stabilità finanziaria".

Secondo il Commissario Ue alla Concorrenza, Joaquin Almunia, "il piano di ristrutturazione di Mps permetterà alla banca di tornare alla redditività affrontando i problemi che hanno portato alle sue difficoltà". Il Commissario aggiunge come la decisione dell'Antitrust "dovrebbe assicurare che i fondi pubblici siano ripagati a beneficio del contribuente italiano".

Motivando la decisione, la Commissione spiega che il piano della banca senese "prevede un contributo sufficiente da parte di Mps ai costi di ristrutturazione per ridurre l'onere del contribuente e attraverso la riduzione del bilancio del 25% mitiga le distorsione alla concorrenza create dall'aiuto" pubblico. Ieri il cda del Monte ha dato il via libera all'aumento di capitale da 3 miliardi, che sarà fortemente a sconto e diluitivo per la Fondazione (primo socio al 33,4% del Monte): verrà ratificato dall'assemblea del 27 dicembre. "Senza ricapitalizzare, per ripagare i Monti bond la nazionalizzazione è certa. E il Tesoro in quell'ipotesi si è impegnato a rivendere la banca in 5 anni. Ma sarebbe impossibile rimettere sul mercato il 100% di Mps, che sarebbe o fatta a pezzi, o inglobata. Inoltre il prezzo tenderebbe a zero, e tutti gli azionisti avrebbero effetti drammatici", ha spiegato il presidente Alessandro Profumo.

Il caso della banca più antica del mondo sta interessando anche la stampa internazionale specializzata e la diluizione della quota della Fondazione riceve il plauso condiviso: secondo la Lex Column del Financial Times, "è una buona notizia per la governance" della banca, mentre per il Wall Street Journal "tranciare i legami" con la Fondazione "renderà l'istituto senese più attraente con gli investitori esteri". Il quotidiano britannico avverte che i piani di Mps per cercare di "mettersi alle spalle i suoi problemi", "impantanarsi" nell'esame Bce sulla qualità degli attivi e nelle "condizioni precarie in cui versa l'economia italiana".

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Via libera della Commissione al piano di ristrutturazione di Mps. Bruxelles ha ritenuto che il sostegno pubblico è "in linea con le regole degli aiuti di stato". La Commissione ha approvato le misure di ricapitalizzazione da parte dello Stato e di 13 miliardi in garanzie "per ragioni di stabilità finanziaria".

Secondo il Commissario Ue alla Concorrenza, Joaquin Almunia, "il piano di ristrutturazione di Mps permetterà alla banca di tornare alla redditività affrontando i problemi che hanno portato alle sue difficoltà". Il Commissario aggiunge come la decisione dell'Antitrust "dovrebbe assicurare che i fondi pubblici siano ripagati a beneficio del contribuente italiano".

Motivando la decisione, la Commissione spiega che il piano della banca senese "prevede un contributo sufficiente da parte di Mps ai costi di ristrutturazione per ridurre l'onere del contribuente e attraverso la riduzione del bilancio del 25% mitiga le distorsione alla concorrenza create dall'aiuto" pubblico. Ieri il cda del Monte ha dato il via libera all'aumento di capitale da 3 miliardi, che sarà fortemente a sconto e diluitivo per la Fondazione (primo socio al 33,4% del Monte): verrà ratificato dall'assemblea del 27 dicembre. "Senza ricapitalizzare, per ripagare i Monti bond la nazionalizzazione è certa. E il Tesoro in quell'ipotesi si è impegnato a rivendere la banca in 5 anni. Ma sarebbe impossibile rimettere sul mercato il 100% di Mps, che sarebbe o fatta a pezzi, o inglobata. Inoltre il prezzo tenderebbe a zero, e tutti gli azionisti avrebbero effetti drammatici", ha spiegato il presidente Alessandro Profumo.

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