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Economia
giuseppe mussari

"Operazione Alexandria". Sembra il titolo di un thriller di serie B: è invece la vera storia di un'operazione finanziaria intrecciata tra le stanze di Montepashi e quelle di Nomura. Ancora una tegola sulla gestione di Rocca Salimbeni ai tempi della presidenza Mussari, che rischia di ripercuotersi non solo sulle casse dell'isituto senese, ma anche su quelle dello Stato (cioè dei contribuenti). 

"Alexandria" è il nome di un contratto derivato effettuato nel 2009 con Nomura che avrebbe generato perdite per 220 milioni (anche se alcune fonti parlano di passivi ben più consistenti, intorno ai 740 milioni). Le perdite sarebbero venute a galla solo a novembre del 2012. Fino ad allora la vecchia dirigenza di Mps aveva tenuto nel cassetto un contratto che scaricava il passivo su Nomura in modo da alleggerire i bilanci del Monte. Fino ad ora, perché un contratto segreto a lungo termine autorizzava i giapponesi a rivalersi su Mps: Risultato: il passivo da 220 milioni contratto già nel 2009 dovrebbe essere contabilizzato nell'esercizio 2012.

Nomura ha diffuso una nota nella quale si afferma che "è stata rivista e approvata prima dell'esecuzione ai più alti livelli all'interno del Monte Paschi, incluso il consiglio di amministrazione e il presidente Mussari". All'istituto senese, però, "non risulta" che l'operazione Alexandria "sia stata sottoposta all'approvazione del consiglio di amministrazione"

Se la condotta di Mussari e dell'allora direttore Vigni sia stata illeciata lo diranno i magistrati senesi. Intanto la banca, oggi guidata da Profumo e Viola, ha emesso un comunicato nel quale ammette il problema Alexandria, senza però conoscere esattamente l'entità del danno causato dall'operazione: "Le analisi - si legge in una nota dell'istituto toscano - saranno sottoposte all’esame del Consiglio di amministrazione entro la prima metà del mese di febbraio". Il Cda dovrà valuterà "gli impatti" delle perdite e adotterà "ogni misura necessaria per assicurare, anche retrospettivamente, la corretta rappresentazione contabile delle operazioni in oggetto".

Ma cosa c'entrano i contribuenti? C'entrano, perché lo Stato aveva messo a disposizione di Mps 3,4 miliardi per sottoscrivere i Monti-bond con i quali Rocca Salimbeni farà fronte alle sue perdite. Come afferma anche la Banca, "già lo scorso 28 novembre 2012, Mps ha richiesto un incremento per 500 milioni di euro dei ‘Nuovi Strumenti Finanziari’ (i cosiddetti ‘Monti Bond’), al fine di assicurare la copertura, dal punto di vista prudenziale, degli impatti patrimoniali di eventuali rettifiche di bilancio, nonché degli eventuali costi di chiusura delle operazioni in oggetto". In pratica Montepaschi ha chiesto allo Stato altri 500 milioni per assorbire le perdite causate dai derivati dell'operazione Alexandria.

Le indiscrezioni pubblicate e, soprattuto, al conferma di Mps hanno affossato il titolo, già sospeso per eccesso di ribasso. Tornato agli scambi, le azioni hanno chiuso la giornata con un ribasso del 5,68%.

 


 

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