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Economia

 
Da giorni le segreterie di agenzie di stampa, giornali e tv, sono invase da decine di mail tutte uguali firmate dagli impiegati dell'istituto di credito toscano. "Premesso che le responsabilità, ove accertate, devono essere pagate - si legge nella missiva -, e' ingiusto e meschino buttare fango su un'azienda in cui lavorano 31.000 dipendenti, con passione, orgoglio, professionalita' e soprattutto con onesta!". Per i bancari, ancora, "è ingiusto utilizzare questa vicenda per appagare le esigenze elettorali dei partiti politici di turno". "Sono 36 anni che lavoro a Mps - ha detto uno di loro raggiunto telefonicamente - e la protesta che abbiamo attuato mi sembra giustissima. Qui ci sono piu' di 30mila lavoratori che rischiano di andare a casa e che rimarrebbero cosi' sul 'groppone' della comunita'".
 
Le notizie di questi giorni, ha raccontato, stanno scatenando tra i correntisti ansie ingiustificate. "Da quando si e' creata questa situazione - ha sottolineato - alcuni clienti si stanno chiedendo se abbandonare la banca. Noi dipendenti siamo invece stati rassicurati: la banca e' sana, non ci sono problemi e non ce ne saranno". Intanto, in Borsa il titolo continua ad andar giù. Dopo un'apertura in cui sono state sospese al ribasso, le azioni sono state riammesse alle contrattazioni, ma ha fine giornata hanno perso il 5,71%. L'amministratore delegato della banca senese Fabrizio Viola ha spiegato che l'andamento del titolo in borsa con il fatto che "il mercato non crede ancora al piano industriale" dopo lo scandalo. "Il mercato da tempo attribuisce al titolo Mps uno sconto molto forte e molto piu' elevato rispetto ai propri competitor sul patrimonio netto - ha sottolineato Viola - questo a mio avviso e' sintomo del fatto che ancora il mercato non crede a quello che potra' essere il miglioramento dei fondamentali implicito nel piano industriale che abbiamo approvato e iniziato a realizzare nella seconda parte dell'anno scorso".

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