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Economia
Mps, per Viola il matrimonio s'ha da fare : "Pronti alle aggregazioni"

Nell'ultima assemblea di Alessandro Profumo alla presidenza del Monte dei Paschi di Siena, l'amministratore delegato della banca Fabrizio Viola, su pressing della Bce, ha sgomberato il cambio dai dubbi su futuro di Siena: la banca più antica del mondo si fonderà con un altro istituto di credito.  Viola ha infatti parlato dell'eventualità di fusione come di "un'opportunità e non un problema o un nuovo vincolo". L'assemblea era chiamata ad approvare il blancio 2014, chiusosi in forte perdita e che porta il conto complessivo del rosso in tre anni a 10 miliardi.

Commentando i conti, l'ad ha ricordato che quest'anno il bilancio si è chiuso "con una grande perdita, 5,4 miliardi. Una situazione straordinaria", ha aggiunto. "Credo che ci sarà un futuro migliore e anche in una fase delicata come quella di un'aggregazione farsi trovare col vestito stirato e con le carte in regola possa rappresentare un'occasione vera e profittevole e non un problema", ha spiegato poi Viola. In assemblea era presente il 27,7% del capitale: Axa  con il 3,17%, Btg Pactual con il 2,001%, la Fondazione Mps  con il 2,5%, Fintech Advisory con il 4,54% e Ubs con il 3,435% (di cui il 2,78% non votante).

Sul futuro di Mps, pende ancora la mannaia del derivato siglato con i giapponesi di Nomura Alexandria, una vera spina nel fianco di Palazzo Sansedoni. Smontare l'operazione avrebbe un impatto contabile di 1 miliardo di euro. La Bce aveva già chiesto che le operazioni venissero sciolte nei mesi scorsi, prima di fissare il termine perentorio del 26 luglio prossimo. La logica che porta l'Eurotower a chiedere questo sacrificio patrimoniale deriva dal fatto che si tratta di un'operazione che determina un elevato rischio per la solidità della banca. La chiusura del derivato metterebbe a rischio le cause risarcitorie che Mps  ha messo in atto per rientrare, almeno in parte, dei danni subiti in conseguenza della creazione dell'operazione.

“Su Alexandria non faremo nulla di specifico finché gli elementi penali sono aperti: la Bce ci ha detto di chiudere la posizione entro il 26 luglio a meno di impedimenti legali – ha spiegato sul tema il presidente Alessandro Profumo -. Verificheremo il contenuto dell’impedimento legale, a nostro avviso quello in corso lo è. Una chiusura incauta delle posizioni da parte del cda potrebbe essere non corretta. Comunque, dopo le transazioni poco chiare di denaro emerse nell’indagine di Milano tra ex dipendenti di Mps e di Nomura, voglio dire con fermezza che noi ci consideriamo i danneggiati, e stiamo ricalcolando il danno. Se c’è qualcuno che deve preoccuparsi è la nostra controparte Nomura”. Il banchiere si riferisce alla retrocessione di quasi un milione di euro, su conti off shore, che il regista della ristrutturazione di Alexandria Raffaele Ricci, di Nomura, fece a favore dell’ex responsabile finanziario senese, Gian Luca Baldassarri. Nel marzo 2013 Mps aveva già chiesto danni per 936 milioni ai suoi ex manager e a Nomura, in sede civile.

Sul dopo Profumo, che accompagnerà la banca fino al completamento dell'aumento di capitale di giugno per poi lasciare Siena, il presidente della Fondazione Mps  Marcello Clarich ha spiegato che il suo ente "sta preparando il dopo. Abbiamo incaricato dei cacciatori di teste: Nomi ci sono già”.

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