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Economia

 

Sarebbe "irresponsabile" e "assurdo" opporsi ad un innalzamento del tetto del debito statunitense, senza il quale "i mercati finirebbero nel caos" e l'economia americana "potrebbe tornare in recessione". L'allarme lo lancia il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in conferenza stampa, sottolineando che un mancato accordo sarebbe una "ferita autoinflitta" all'economia americana e "un disastro non solo per gli Stati Uniti ma per l'economia mondiale.

Nella trattativa al Congresso, Obama si dice pronto al dialogo ma non accetta "di negoziare con la pistola puntata alla testa degli americani". Parole dure, rivolte ai repubblicani che hanno minacciato di opporsi all'innalzamento del tetto del debito se non verranno accettati i radicali tagli alla spesa da loro proposti. In mancanza di un accordo, visto che il limite di indebitamento è stato tecnicamente già superato alla fine dello scorso anno, gli Stati Uniti rischiano di andare in default a metà febbraio, scatenando il panico sui mercati finanziari. Si profila il ripetersi della crisi politica che, nell'estate del 2011, portò Standard & Poor's a strappare a Washington la prestigiosa 'tripla A'.

Alzare il tetto del debito, spiega il presidente, "non vuol dire aumentare la spesa pubblica, ma permettere al Paese di onorare le spese su cui si è già impegnato". Primi fra tutti, salterebbero i sussidi ai veterani e l'assistenza del social security. Per scongiurare il pericolo, Obama apre a "piccoli aggiustamenti" anche al Medicare, la riforma sanitaria da lui fortemente voluta che ha ampliato l'assistenza medica per milioni di americani. Non è però disposto a tollerare un altro dibattito parlamentare e ha chiesto al Congresso di conferirgli l'autorità di alzare il tetto del debito da solo se Capitol Hill non intende impegnarsi per arrivare ad un compromesso.

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