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Economia
L'1% della popolazione mondiale ha più soldi del restante 99%

Per capire come l'aumento della disuguaglianza abbia subito una forte impennata mentre il mondo veniva messo in ginocchio dalla terribile crisi dei mutui subprime a stelle e strisce che ha innescato pesanti recessioni aggravate poi dai bail-out europei e dalla crisi del debito del Vecchio Continente, il report di Oxfam spiega che nel 2010, ci volevano ben 388 miliardari per raggiungere un volume di ricchezza equivalente a quella posseduta dalla metà più povera della popolazione globale. Un numero che nel 2014 è drasticamente sceso a 80.

Se tra il 2002 e il 2010 la ricchezza totale, misurata in dollari statunitensi, della metà più povera della popolazione mondiale è cresciuta più o meno allo stesso ritmo di quella dei miliardari di Forbes, lo stesso non si è verificato a partire dal 2010, quando, invece, è andata sempre più diminuendo.

Nel 2010, le 80 persone più ricche al mondo avevano a disposizione una ricchezza netta pari a 1.300 miliardi di dollari, un portafoglio che nei (soli) 4 anni fatidici della più grave crisi dopo quella del '29 si è gonfiato di ben 600 miliardi, raggiungendo quota 1.900 miliardi, con un aumento in termini nominali del 50%.

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Quali sono i motivi di questo allargamento della forbice? Oxfam ha le idee chiare e denuncia l'"attività di lobby" a suon di milioni di dollari che "le imprese" dei Paperoni appartenenti perlopiù "ai settori della finanza, farmaceutico e sanitario, fanno ogni anno volte a favorire un ambiente politico che possa proteggere e rafforzare ulteriormente i loro interessi". Attività che riguardano "il bilancio e il fisco, ovvero gli ambiti di gestione delle risorse pubbliche che dovrebbero invece essere indirizzate a beneficio dell’intera popolazione, piuttosto che rispondere ad interessi di potenti lobby". E così l'aumento della disuguaglianaza è servito.

 


 

 

 

 

 

 

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pilricchezzadisuguaglianzaredditopovertàoxfam

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