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Economia

Di Buddy Fox

"Non posso vivere nè con te nè senza di te" diceva dell'euro l'economista Luigi Spaventa. Gli italiani, per loro fortuna, anche per il 2013 (e per molti altri anni) dovranno conviverci ancora e questo grazie soprattutto al coraggio e al decisionismo di Mario Draghi che il 26 luglio dichiarò: "Siamo pronti a fare tutto il necessario per salvare l'euro, e credetemi, sarà abbastanza". Un intervento salvifico e di grande tempismo, ora anche l'Europa ha una vera Banca Centrale dotata di una bomba atomica finanziaria. Grazie a Draghi il 2012 ha svoltato, dopo il suo intervento sono ripartite le borse mondiali, il BTP ha recuperato e con lui anche le banche italiane e Piazza Affari. Mario Draghi, il cigno bianco. 2012 Draghi, ma non solo Draghi, infatti in conclusione d'anno è arrivato il cannoneggiamento a suon di Yen della BoJ e del nuovo premier giapponese Abe. E il Nikkei s'impenna! E proprio con Piazza Affari e con il Nikkei parte il 2013, banzai! Ma come sarà il 2013?

Meteo, astrologia e  soprattutto finanza, sono le categoria che più si nutrono delle previsioni, e qual è il momento più importante in cui si concentra tutta la liturgia previsionale? A cavallo tra la fine dell'anno vecchio e l'inizio di quello nuovo, la porta in cui si ammassano le delusioni passate, che si incrociano con le speranze e i sogni, per quello che verrà.

Come ogni anno, sia durante i grandi crack, sia nei periodi di bolla, si tenta di anticipare e prevedere e domare, il cavallo pazzo dei mercati, quella che può essere definita: missione impossibile. Ci provano tutti, ma sono anche necessarie delle distinzioni, il guru pioniere di questa tradizione è Byron Wien (ora a Blackstone) che da più di 20 anni ci delizia con le sue profezie, dopo di lui molto note sono anche le 10 ipotesi di Bob Doll e ultimamente si è aggiunta Saxo Bank con 10 cose "impossibili", più delle provocazioni che anticipazioni.

E da qualche anno ci provo anch'io con "le 10 di Buddy", la play list di Buddy Fox che per il 2013 ha una colonna sonora di gran ritmo. 10 idee d'investimento per un 2013 rock 'n roll:

1) NIKKEI, BANZAI! "E' finalmente arrivato l'anno della ripresa in Giappone", quante volte avete sentito ripetere questa frase? Sono più di 20 anni che il Nikkei e l'economia giapponese sprofondano in una palude melmosa, una specie di guerra vietnamita in ambito economico, la Banca Centrale contro la deflazione e nessuno vince, solo morti e feriti tra investitori finanziari e consumatori. Il 2013 è diverso, finalmente, il segnale lo abbiamo avuto nell'anno appena concluso, le dichiarazioni belliche del nuovo premier Abe e l'utilizzo del braccio armato BoJ sono decise e potenti, i cannoni già sparano banconote e non smetteranno finché non si vedrà il segno più sia nella cifra del Pil che in quella dell'inflazione. Per il Nikkei, dopo 22 anni (la ripetizione è d'obbligo) vede l'inversione, sopra 11,400, avremo l'ufficialità. Titoli tecnologici (Sharp) e finanziari (come Nomura) tra i miei preferiti. Nikkei, 2013 banzai!

2) BANCHE ITALIANE, A TUTTO SPREAD!
Le bolle all'apparenza sembrano tutte diverse una dall'altra, osservandole bene invece si notano sia delle differenze, ma anche molte analogie. Tra queste ultime, su tutte regna una costante euforia, un distaccamento dalla realtà che poi sfocerà in un brutale risveglio e ritorno alla realtà e infine una fiducia cieca verso il futuro. Durante le bolle gli investitori pensano al divertimento totale, quasi inebriati da guadagni ad alto tasso alcolico, non c'è nessuna preoccupazione e alla fine ci si ammala. Le diversità, confrontando le ultime due bolle (quella internet e quella finanziaria) è che mentre le società tecnologiche fasulle possono e sono fallite, le banche (anche le più tossiche) devono essere salvate, a parte casi eccezionali. Il dopo bolla, come ogni malattia, ha sempre bisogno di un lungo periodo di degenza e così nel 2009, dopo la grande sparata delle banche, fin dall'inizio si sapeva che quello era un fuoco di paglia. A questo è seguita una nuova discesa, verso ulteriori minimi. 2013, ora stop, inizia la riscossa. Le cattive notizie vanno via via scemando, mentre germogliano quelle buone. Banche, made in Italy su tutte, le mie preferite: MPS, Pop Milano e Unicredit. Tra le piccole: Banca Carige e Profilo. Senza dimenticare Mediolanum, piena zeppa di BTP, ieri una zavorra, oggi reattori che la spingeranno nello spazio, per la contentezza del paron Doris, un premio al suo tenace ottimismo.

3) SPAGNA, GLI INDIGNADOS BALLERANNO IL FLAMENCO? Ricordate l'acronimo PIGS? Portogallo, Italia, Grecia e Spagna, le agenzie di rating le davano per fallite. Così non è stato: il Portogallo langue ma è salvo, l'Italia è pronta alla riscossa e la crisi della Grecia è stata surgelata. PIGS, ne manca una e siccome del maiale non si butta via nulla, ora tocca alla Spagna. Terra degli indignados, delle case fantasma  e della nuova disperazione tra spiagge e mare, e se invece fosse il nuovo eldorado europeo? L'Ibex, l'indice di borsa spagnolo sembra aver esaurito la discesa, e il 2013 potrebbe regalare sorprese. Con o senza l'aiuto della BCE,  nel 2013 si balla il flamenco e con tanto di nacchere.

4) ITALIA, CARICA! Piazza Affari terra di conquista, non solo banche, ma anche molta industria. 2013, su Piazza Affari ora credici! Se deve essere un anno speciale, quello della riscossa, allora non poniamoci limiti. Sopra 17,000 l'indice potrà raggiungere anche performance del 30%, fino a 22,500, anche oltre? Accontentiamoci di scegliere buoni titoli come per esempio Fiat Auto, Indesit e Alerion. Piazza Affari carica, esuberanza razionale.

5) SAMBA, BALLA IL BOVESPA. Sono lontani i tempi della "saudage" e dei crack finanziari in America Latina, ora il Brasile è una vera potenza economica, e non è finita qui. L'indice Bovespa potrebbe essere uno dei leader del 2013. Mentre l'Occidente arranca sotto i massimi, nella terra del divertimento sono pronti a festeggiare sia l'economia che la borsa. Per il Bovespa sono previsti nuovi record!

6) RISANAMENTO IMMOBILIARE. Risanamento e non solo. La casa doveva essere uno zombie senza meta, un viaggio nell'oscurità eterna. I tempi in le case erano costruite con mattoni dorati, sono ancora molto lontani, ma la ripresa (per molti imprevista) c'è, in USA salgono sia i prezzi, sia le vendite e conseguentemente i titoli delle società immobiliari. Se gli USA fanno ancora tendenza, presto anche l'Italia sarà contagiata. Nuova euforia? Per nulla, siamo finiti in cantina e non torneremo nell'attico, ma anche solo una risalita al secondo piano, si traduce in un raddoppio dalle quotazioni italiane. AEDES, PRELIOS e ovviamente RISANAMENTO tra i miei preferiti. Casa, dolce casa.

7) APPLE E NOKIA, CHE NOIA LA PERFEZIONE. Essere perfetti a volte è un difetto, soprattutto quando salgono le aspettative, al primo errore cala l'entusiasmo e si sprofonda nella delusione. Così è stato per Apple, arrivata a quota 700$, si sprecavano nuovi target stellari. Da lì, l'inevitabile discesa, atterraggio a quota 500$, si risale? Non è detto. NOKIA, al contrario è sprofondata sotto la linea del fallimento. Irrazionalità che si scontrano, se APPLE è scesa, Nokia dai minimi è raddoppiata, ma ancora sconta l'effetto disinnamoramento, appena arriveranno i primi dati positivi, quota 4 sarà il livello minimo sindacabile. La lepre e la tartaruga.

8) GO YANKEE E STURMTRUPPEN? FORSE. Wall Street e il Dax sono sempre più vicini ai massimi assoluti, a dimostrazione che la "Grande Crisi" è solamente una grande favola, la debolezza ha colpito a macchia di leopardo. I massimi sono una realtà, ma non una garanzia per il futuro. Il 2013 per Dow Jones e Dax potrebbe essere un anno molto volatile, salite e discese che non conciliano il sonno. Al "by American", preferisco il "made in Italy".

9) CHL, IL BRUCO E LA FARFALLA. Il bruco muore (e.commerce) e nasce la farfalla (parafarmacia). Ecco in breve la storia di CHL. Per anni claudicante, finalmente è pronta a spiccare il volo. Per molti era data come morta, per quelli che ci hanno creduto, ora sarà un'altra vita. CHL ostaggio di un aumento di capitale, ha troppe energie per rimanere ferma, un'azione che vale la pena essere aspettata. CHL 2013, ora o mai più!

10) ORO OPACO, BRILLA IL RAME E RITORNA IL DOLLARO FORTE. L'oro, per molti destinato a record storici, a mio avviso sembra sempre più un ottone opaco. Forse non è finita un'era, ma a mio avviso è più probabile una discesa che una salita. Ritorno di forza invece per il rame, spinto da una possibile ripresa economica. Il petrolio galleggia in un bivio, mesta uscita di scena o nuovi incendi? Scelgo la prima. Per il dollaro il cammino è già iniziato da mesi, un lento e inesorabile ritorno, soprattutto contro euro e yen. E presto sentiremo riecheggiare lo slogan "dollaro forte". Anni Novanta, sembra una vita fa.

2013, ora credici!

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