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Economia

L'Europa peggiora le stime economiche dell'Italia che chiudera' il 2013 con una flessione del Pil pari all'1,8%, piu' pesante di quanto previsto a maggio (-1,3%), e un rapporto deficit/Pil in rialzo dal 2,9% al 3%, dato che tiene conto "della piena esecuzione delle misure di risanamento". E' questa la fotografia aggiornata dei conti pubblici del Belpaese che emerge dalle previsioni d'autunno della Commissione europea.

Il deficit italiano non sforera' quindi il limite previsto dai Trattati europei, e calera' nei prossimi due anni: nel 2014 e' stimato al 2,7% del Pil (a maggio si prevedeva invece il 2,5%), dato che incorpora le misure di bilancio adottate, e la prima previsione per il 2015 e' al 2,5%. Le stime per l'anno in corso sono in linea con quelle del governo ma Bruxelles e' ora meno ottimista per il 2014 rispetto all'esecutivo che ha indicato un indebitamento netto programmatico al 2,5%.

Per la Commissione Ue le esportazioni saranno il principale fattore che guidera' la "lieve" ripresa economica italiana nel 2014, anno in cui viene confermata una crescita del Pil allo 0,7% dopo una recessione "ancora piu' dura del previsto" nei due anni precedenti. Per il 2015 Bruxelles indica un aumento del Pil dell'1,2%. La fotografia europea ricalca quella annunciata ieri dall'Istat. Il governo ha indicato invece una flessione del Pil dell'1,8% per il 2013 ma una crescita dell'1,1% per il 2014.

Per la Ue la previsione di crescita del 2014 e' spiegata da una "accelerazione della domanda esterna, soprattutto da paesi extra-Ue". La spesa per interessi e' destinata, invece, "a diminuire grazie al recente calo del premio sui titoli di Stato". Resta sotto pressione il rapporto debito/Pil indicato per il 2013 al 133% e al livello record del 134% nel 2014. Nel 2015 si stima invece l'inizio della discesa del debito che si dovrebbe attestare al 133,1% del Pil. Nelle ultime previsioni economiche pubblicate a maggio, l'esecutivo Ue prevedeva un debito pubblico italiano al 131,4% quest'anno, e al 132,2% l'anno prossimo.

Bruxelles vede nero anche sul fronte del lavoro: la Commissione Ue stima per l'anno in corso un tasso di disoccupazione in Italia al 12,2%, mentre a maggio lo indicava all'11,8%, e prevede un picco nel 2014 con il 12,4% (contro il 12,2% precedente).

L'inizio della discesa e' previsto nel 2015 quando il tasso di disoccupazione si dovrebbe attestare al 12,1%. In Italia e in Spagna, ha messo in guardia il commissario Ue agli Affari economici Olli Rehn, "restano ancora ampie necessita' di aggiustamento".  Per Rehn la crescita economica spagnola e' gia' ripartita nel terzo trimestre mentre quella italiana e' prevista nel quarto trimestre. Il commissario Ue ha ricordato che la prossima settimana arriveranno i pareri sui progetti di bilancio dei paesi europei, Italia compresa. "Sono fiducioso che le autorita' italiane garantiranno che ogni possibile modifica (alla legge di stabilita') sia pienamente finanziata in modo credibile," ha detto Rehn.

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