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Economia
Pmi manifatturiero, balzo record: ad aprile l'indice sale a 60,7 punti

Nel mese di aprile l'indice Pmi manifatturiero sale a 60,7 punti, da 59,8 precedenti: è il miglior risultato mai registrato prima, secondo quanto sottolinea Ihs Markit. Il tasso di aumento della produzione è stato il terzo più elevato in quasi 23 anni di storia dell’indagine, mentre la crescita dei nuovi ordini, conseguentemente al rafforzamento della domanda da parte dei clienti e alla migliore fiducia del mercato, è risultata la più alta da aprile 2000.

L’Indice destagionalizzato Purchasing Managers Index del settore manifatturiero italiano – che con una sola cifra fornisce un quadro degli sviluppi delle condizioni generali del settore manifatturiero – ad aprile ha registrato 60,7, in salita da 59,8 di marzo e ha segnalato il maggiore miglioramento delle condizioni operative dall’inizio della storia dell’indagine, nel giugno del 1997.

La prestazione straordinaria di aprile, spiega Ihs Markit, è attribuibile soprattutto alla crescita più veloce della produzione e dei nuovi ordini: la prima in aumento al terzo valore record su base mensile, mentre i nuovi ordini totali sono cresciuti al livello maggiore in 21 anni. Le aziende campione hanno attribuito la crescita alla migliore domanda e alla maggiore fiducia da parte dei clienti. Gli ordini esteri ad aprile sono rimasti elevati, aumentando notevolmente anche se ad un tasso leggermente più lento di quello di marzo. 

"Il settore manifatturiero italiano continua ad aprile la forte ripresa. - commenta Lewis Cooper, Economist di Ihs Markit - Il Pmi principale ha raggiunto il valore record storico di 60,7, dovuto alla crescita quasi record della produzione e all’espansione più veloce dei nuovi ordini in 21 anni, con le imprese campione che hanno riportato l’ennesimo miglioramento delle condizioni della domanda e una maggiore fiducia da parte dei clienti. Le interruzioni sulla catena di distribuzione continuano tuttavia a frenare il settore. I tempi medi di consegna si sono allungati a livelli quasi record facendo aumentare notevolmente i costi e ponendo maggiori pressioni inflazionistiche". 

"Di conseguenza le aziende hanno incrementato i prezzi medi di vendita a livelli record. Gli ultimi dati hanno comunque mostrato nient’altro che una prestazione del settore complessivamente strepitosa. I produttori dei beni di consumo hanno continuato ad arrancare in parte a causa del significativo impatto delle problematiche relative alla fornitura. Crescite quasi record sono state però osservate nel sottosettore dei beni intermedi e in quello dei beni di investimento", prosegue Ihs Markit. 

"Le aziende del settore sono rimaste convinte che la produzione aumenterà ulteriormente nel corso dell’anno prossimo, e anche se gli ostacoli sulla catena di distribuzione restano un a grande preoccupazione, gli ultimi dati Pmi non hanno ancora mostrato segnali di rallentamento nel settore manifatturiero italiano", conclude il report. 

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