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Economia


 

banca popolare di spoleto

Amministrazione straordinaria per la Banca Popolare di Spoleto. Il ministro dell'Economia Vittorio Grilli ha infatti disposto, su proposta di Banca d'Italia, lo scioglimento degli organi con funzioni di amministrazione e controllo dell'istituto. In attesa di un comunicato, che si è infine rivelato un commissariamento, il titolo della banca è stato sospeso dalle negoziazioni da inizio seduta.

Secondo quanto si apprende da fonti finanziarie, il numero uno della banca Nazzareno D'Atanasio sarebbe stato convocato a Perugia, alla sede locale della vigilanza bancaria. E con lui anche gli altri consiglieri. In mattinata è iniziato un Cda straordinario "chiesto" proprio da Bankitalia. Due erano le ipotesi sul tappeto: la notifica di provvedimenti a seguito dell'ispezione dell'estate. Oppure, lo scenario peggiore che poi si è verificato, addirittura il commissariamento. Che significa far calare definitivamente il sipario su Giovannino Antonini, il dominus che da oltre dieci anni comanda (prima direttamente, poi indirettamente) la banca. Già di per sè la convocaziione di un cda negli uffici della Banca d'Italia è stato un atto "straordinario". Secondo quanto si apprende, al board si sarebbero presentati, per partecipare, anche sei ispettori direttamente da Roma.

Diffficile non leggere il pesante intervento di Via Nazionale alla luce delle recenti vicende della banca. Sei mesi fa Banca Mps, che detiene il 25% della PopSpoleto, aveva disdetto il patto di sindacato che la legava alla Scs, Spoleto Credito Servizi, la holding cooperativa che controlla la banca. A quel puno è scattata un'opzione "put" (vendere) per la banca senese: Scs è obbligata a comprare quella quota a un prezzo pattuito. Ma la Scs, che ha pendente un aumento di capitale della banca, non ha la liquidità per rimborare il socio e ri-comprarsi la quota. All'orizzonte è comparso un "cavaliere bianco", la cordata Clitumnus dell'avvocato romano Francesco Carbonetti e dell'imprenditore umbro Carlo Colaiacovo. Clitumnus è pronta a rilevare la maggioranza e a lanciare un'Opa a 2,1 euro sul titolo. Ma la Scs ha rifiutato il corteggiamento, bollando l'offerta come inadeguata.

Un anno fa, a Spoleto si respirava un'aria diversa. L'istituto aveva scelto Marco Materazzi come testimonial. Il calciatore, poco dopo aver appeso le scarpe al chiodo, lancia un appello ai risparmiatori: "Svesto i panni dell'atleta per difendere i risparmi. Il primo ad avere fiducia in questa banca sono stato io, altrimenti non avrei sprecato il mio nome per quello che non conosco". Era la fine di febbraio del 2012. Meno di dodici mesi per passare dal campione del mondo al commissariamento.

twitter@paolofiore


Affari Italiani - Marco Materazzi per Banca Popolare di Spoleto

 

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