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Economia


 

Merkel Davos (5)

Curioso Paese l'Italia, dove si grida allo scandalo per l'utilizzo (in verità alquanto infelice) di derivati, ufficialmente a copertura di rischi di tasso e di cambio a fronte di un portafoglio colpo di titoli di stato a lunga scadenza, da parte della terza banca del paese, Mps, e dell'operazione di pulizia di bilancio portata avanti dallo stesso istituto in relazione a un'acquisizione avvenuta oltre quattro anni fa, prima della crisi economico-finanziaria seguita al collasso di Lehman Brothers, ma non ci si chiede se e quanto altre banche europee abbiano fatto operazioni analoghe.

A giudicare dalle ultime notizie giunte sui mercati quasi tutte e non solo nei paesi del Sud Europa i cui istituti son sembrati a rischio di "stigma" da parte del mercato già solo per non aver rimborsato in anticipo l'altro ieri una parte almeno dei fondi erogati loro dalla Bce tramite la LTRO del dicembre 2011 proprio perché, a fronte del dilagare del rischio contagio e del crollo del valore dei titoli di stato italiani e spagnoli (oltre che greci, irlandesi e portoghesi), i mercati del credito erano ormai totalmente disfunzionali e nessuna banca prestava più soldi a nessun'altra, indipendentemente da meriti o demeriti specifici.

Andiamo con ordine: ieri Deutsche Bank ha annunciato una trimestrale chiusa con una perdita di 2,17 miliardi di euro, complice la decisione di procedere ad accantonare un altro miliardo per spese legali legate agli scandali Euribor e Libor e di ristrutturazione e 1,9 miliardi di svalutazione dell'avviamento e altri asset intangibili. Il nuovo numero uno di Deutsche Bank, Anshu Jain, si è vantato di questi numeri spiegando che essi provano come il nuovo management sia pronto ad assumersi oneri pur di irrobustire la struttura patrimoniale del gruppo, senza far ricorso ad aumenti di capitale.

 

merkel hollande

Ma ha evitato di soffermarsi troppo sul fatto che è stata Deutsche Bank a vendere a Mps il veicolo finanziario Santorini da 1,5 miliardi di euro costruito per convertire il tasso fisso (dei Btp in pancia a Rocca Salimbeni) in tasso variabile (l'Euribor, che Deutsche Bank stessa potrebbe aver contribuito a manovrare). Come ha sorvolato sul fatto che la Sec statunitense sta indagando sulle dichiarazioni di tre ex dipendenti della controllata americana del gruppo secondo cui l'utilizzo di una serie di derivati "fuori bilancio" avrebbe occultato perdite potenziali per 12 miliardi di dollari che avrebbero imposto il salvataggio dell'istituto da parte delle autorità federali statunitensi.

Quanto al piangere sul latte versato delle passate acquisizioni neanche Credit Agricole, ex "socio forte" in Intesa Sanpaolo, scherza troppo: oggi il gruppo ha annunciato che svaluterà l'avviamento e altri asset intangibili di 2,68 miliardi di euro nel quarto trimestre del 2012 per riflettere regole contabili più severe e il peggioramento dello scenario macroeconomico di riferimento. Come dire: certi valori, ai quali fino al 2008 sono state acquisite banche e società in tutta Europa, ce li possiamo pure scordare, meglio prenderne atto e fare pulizia.

Dall'altro lato della Manica Barclays, già coinvolta nello scandalo Libor e in quello della vendita di mutui solo a condizione che gli stessi fossero "assicurati" attraverso l'acquisto di coperture offerte da derivati poi rivelatisi molto più rischiosi del previsto (la Fsa stima che il 90% dei contratti conclusi possano essere irregolari), rischia di finire nuovamente al centro di un'indagine della Fsa, che secondo la stampa sta cercando riscontri all'ipotesi che la stessa Barclays abbia finanziato, irregolarmente, la Qatar Investment Authority perché il fondo sovrano arabo investisse nell'istituto inglese nel 2008, in piena crisi finanziaria, così da evitare l'intervento di "salvataggio" del Tesoro di Sua Maestà.

 

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