Tassi, Powell: “L’indipendenza della Fed dall’influenza politica e’ fondamentale per la sua capacita’ di combattere l’inflazione”
“E’ essenziale che stiamo ai nostri obiettivi di statuto, e resistiamo alla tentazione di allargare il nostro campo d’azione di fronte ad altri, importanti problemi sociali”, così il presidente della Fed Jay Powell parlando a a un simposio della banca centrale svedese a Stoccolma, in una netta presa di posizione contro le pressioni che vorrebbero un atteggiamento più morbido nella lotta all’inflazione combattuta a colpi di rialzi dei tassi.
“La stabilita’ dei prezzi e’ il fondamento di un’economia sana e fornisce al pubblico benefici incommensurabili nel tempo, ha affermato, ma ha agigunto che “il ripristino della stabilita’ dei prezzi quando l’inflazione e’ elevata puo’ richiedere misure che non sono popolari nel breve periodo, in quanto aumentiamo i tassi di interesse per rallentare l’economia”.
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Per il governatore “l’indipendenza della Fed dall’influenza politica è fondamentale per la sua capacita’ di combattere l’inflazione”, perchè è frutto di un accordo istituzionale importante e ampiamente sostenuto che ha servito bene il pubblico americano”, spiega. “L’indipendenza della politica monetaria risiede nei benefici derivanti dall’isolamento delle decisioni di politica monetaria da considerazioni politiche a breve termine”, aggiunge. “L’assenza di un controllo politico diretto sulle nostre decisioni – argomenta Powell – ci permette di adottare le misure necessarie senza considerare i fattori politici a breve termine. Ritengo che i vantaggi di una politica monetaria indipendente nel contesto statunitense siano ben compresi e ampiamente accettati”. “In una democrazia ben funzionante, – dice ancora – le decisioni importanti di politica pubblica dovrebbero essere prese, nella quasi totalita’ dei casi, dai rami eletti del governo. Le concessioni di indipendenza alle agenzie dovrebbero essere estremamente rare, esplicite, strettamente circoscritte e limitate a quelle questioni che giustificano chiaramente la protezione da considerazioni politiche a breve termine”.
Fed, Powell: “Non siamo e non saremo policymaker del clima”
“Non siamo, e non saremo, un ‘policymaker del clima’. Lo afferma il presidente della Fed Jerome Powell, nel suo intervento all’International Symposium organizzato a Stoccolma dalla Riksbank. La Fed, aggiunge, “ha responsabilita’ limitate, ma importanti, per quanto riguarda i rischi finanziari legati al clima. Il pubblico si aspetta ragionevolmente che le autorita’ di vigilanza esigano che le banche comprendano e gestiscano in modo appropriato i loro rischi materiali, compresi i rischi finanziari legati al cambiamento climatico. Tuttavia, in assenza di un’esplicita legislazione del Congresso, sarebbe inappropriato per noi utilizzare la nostra politica monetaria o i nostri strumenti di vigilanza per promuovere un’economia piu’ verde o per raggiungere altri obiettivi basati sul clima”.
“Oggi, – dice ancora Powell – alcuni analisti si chiedono se incorporare nella vigilanza bancaria i rischi percepiti associati al cambiamento climatico sia appropriato, saggio e coerente con i nostri mandati esistenti. Affrontare il cambiamento climatico sembra richiedere politiche che avrebbero effetti distributivi significativi e di altro tipo su aziende, industrie, regioni e nazioni. Le decisioni sulle politiche per affrontare direttamente il cambiamento climatico dovrebbero essere prese dai rami eletti del governo e quindi riflettere la volonta’ del pubblico espressa attraverso le elezioni”.

