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Economia
Ryanair sconfitta, "paghi in Italia i contributi"

Un conto che non si può certo definire low cost: il giudice del Lavoro del tribunale di Roma, Monica Emili, ha condannato Ryanair a versare 3 milioni e 198 mila euro di contributi per i dipendenti all’Inps, oltre a eventuali interessi ancora da calcolare e a 25 mila euro di spese processuali. È una sentenza che può rappresentare un precedente importante per il tribunale di Bergamo, dove c’è in corso, sempre alla sezione Lavoro, un procedimento praticamente identico a quello chiuso in primo grado a Roma. L’oggetto del contendere è noto: l’Inps di Bergamo, per il periodo 2006-2010, ha contestato alla compagnia aerea di Michael O’Leary, mancati versamenti contributivi per 220 dipendenti che gravitavano sull’aeroporto di Orio al Serio.

Alle prime contestazioni Ryanair aveva replicato: «Versiamo già i contributi a Dublino». Un’affermazione che per l’istituto pensionistico, però, non fa testo: se il dipendente vive e lavora in Italia, e certamente riceve assistenza sociosanitaria nel Belpaese, allora è qui che il suo datore di lavoro, pur avendo sede a Dublino, deve versare i contributi. Alle casse dell’Inps di Bergamo mancano 10 milioni di euro, oltre tre volte le risorse finanziarie chieste a Roma. Una cifra, alta, sulla quale la compagnia irlandese ha anche provato a trattare con la sede provinciale dell’istituto pensionistico. Se, infatti, la contestazione risale alla fine del 2011, è dell’anno scorso la proposta di Ryanair di versare un milione per chiudere la partita.

I conti pregressi - secondo la società - si possono sanare ma solo per i casi in cui la proporzione di ore volate sulle direttrici nazionali supera del 50% le ore totali di volo: questo il meccanismo che ha portato al calcolo di un milione e risposta negativa dell’Inps. La causa va avanti, anche perché in Italia ci sono altri procedimenti analoghi, che portano il conto dei contributi dovuti a circa 30 milioni di euro. E dal 2013 in poi la compagnia irlandese ha voluto regolarizzare ogni sua posizione. Gli esborsi, del resto, non riguardano solo i contributi a fini pensionistici. A settembre dello scorso anno il tribunale del Lavoro di Pisa ha respinto il ricorso di Ryanair contro le contestazioni della Direzione provinciale del Lavoro: la compagnia è tenuta ad assicurare all’Inail i propri dipendenti, a prescindere dalla normativa previdenziale e assicurativa vigente in Irlanda. Contattata ieri in merito alle sentenze, la società di Michael O’Leary ha evitato qualsiasi commento.

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