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Economia
Berlino, è legge il salario minimo. La Cisl: "In Italia non serve"
 

Nel giorno dell'approvazione del salario minimo in Germania, Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, intervistato da Affaritaliani.it, boccia l'ipotesi che questa misura venga introdotta anche in Italia. "Il salario minimo in Italia non serve sicuramente per i lavoratori dipendenti, perché hanno contratti nazionali come in nessun altro posto d'Europa, al punto tale che quasi il 90% è coperto da minimi contrattuali. Il salario minimo serve solamente per le false partite Iva, per le co.co.co., per le co.co.pro. e per gli associati in partecipazione, se il tentativo è di dare di più a chi ha di meno", spiega Bonanni. Che aggiunge: "Se invece il tentativo è di dare di meno a chi ha di più è un altro ragionamento. Ma questo non farebbe altro che ledere le condizioni dei lavoratori e peggiorare un'economia che di per sé è già stantia e ridotta al lumicino a causa delle condizioni di lavoratori e pensionati che non hanno di che spendere. Quindi, a coloro che parlano di salario minimo in Italia dico di precisare bene se vogliono dare di più a chi ha di meno - e sono quelli che indicavo prima -. I lavoratori dipendenti, come in nessun altro posto in Europa - essendoci in Italia la contrattazione nalzionale che in molte altre nazioni non c'è, hanno già un minimo comune. Questo è un obiettivo già raggiunto da noi".

Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

Il salario minimo c'è. E il settimanale Spiegel aggiunge "finalmente". Il Bundestag tedesco ha varato oggi l'introduzione di un salario da 8,50 euro l'ora, che sarà in vigore a partire dal 2015.

 
Una misura con la quale i socialdemocratici dimostrano di poter dare un "imprinting" decisivo al terzo governo di Angela Merkel, tanto che il vicecancelliere Sigmar Gabriel trionfa parlando di "giornata storica per la Germania", e sottolinea il "passo sociale in avanti" compiuto dalla locomotiva d'Europa.
 
"Ci sono voluti dieci anni di discussioni, dieci anni di liti e oggi il salario minimo viene approvato. Una grande gioia", ha affermato radiosa la ministra del Lavoro Andrea Nahles davanti al Parlamento. E Bild on line si è subito chiesta quanto questa donna della socialdemocrazia tedesca possa "costituire un pericolo" per l'amatissima Frau Merkel.

La cancelliera mantiene le promesse, e rispetta gli accordi del programma di governo, fa notare la Cdu. E quando a Berlino ci si chiede se le diverse conquiste dei socialdemocratici - l'Spd ha imposto anche una riforma delle pensioni che prevede l'abbassamento della soglia a 63 anni (per chi però ne abbia pagati 45 di contributi) - possano mettere in ombra la leadership della Bundeskanzlerin.

La risposta è che i cristiano democratici hanno il gioco in mano su tutto quello che invece "non passa": vedi l'innalzamento delle tasse, o a livello europeo, i contestatissimi eurobond. "Non è un governo Gabriel, anche se ai tedeschi piace perché l'elettorato non ama le liti", ma Angela Merkel, "intelligente e capace di imporsi senza alzare la voce" ha il gioco in pugno, ha commentato in proposito all'ANSA Anton Boerner, presidente di Bga (confederazione federale delle imprese del commercio estero).

Del salario minimo, approvato oggi a larga maggioranza da 535 parlamentari, beneficeranno, stando alle stime del governo, 3,7 milioni di persone. Non varrà per le esperienze di lavoro di chi ha meno di 18 anni e per i disoccupati di lungo corso (alla ricerca da oltre un anno) nei primi sei mesi dal rientro sul mercato del lavoro.

"Anche se suona patetico, si restituisce così al lavoro di nuovo un valore, e si dà un po' di dignità al lavoratore", soprattutto a chi fino a oggi ha lavorato per meno di 5 euro, scrive Spiegel. La Germania è uno degli ultimi Paesi, segnala il magazine, ad adottare uno standard decisivo per impedire il dumping salariale.

Oggi Berlino si allinea a nazioni come Lussemburgo (che ha il salario minimo più alto dell'Unione europea con 11,10 euro all'ora), Francia (9,53), Olanda (9,11), Belgio, (9,10), Irlanda (8,65) e Gran Bretagna (7,43). Fra i salari minimi più bassi in Europa si annoverano invece quello di Spagna (3,91), Grecia (3,35), Portogallo (2,92), Polonia, (2,31), fino alla Bulgaria (1,04).
 

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salario minimo
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