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Economia
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Sono iniziate le manovre di riordino nel Torrione dello IOR, la banca vaticana. Il 23 febbraio, infatti, scadrà il mandato della Commissione Cardinalizia di Vigilanza incaricata di sovrintendere alla guida dell'Istituto per le Opere di religione. Deve vigilare “sulla fedeltà dell'Istituto alle norme statutarie secondo le modalità previste dallo Statuto”.

LA GERARCHIA DEI SANTI BANCHIERI- La Commissione Cardinalizia, al di là del compito indicato dallo Statuto dello Ior, ha un ruolo vitale. Si occupa infatti di nominare il Consiglio di Sovrintendenza, che ha il compito di amministrare e gestire la banca del Papa, oltre che a vigilare e supervisionare sulle attività dello IOR sul piano finanziario, economico e operativo. Attualmente la Commissione, in scadenza, è presieduta dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, più altri quattro porporati: Attilio Nicora, presidente dell'Autorità di informazione finanziaria; Jean-Louis Tauran, presidente del pontificio consiglio per il dialogo interreligioso; l'indiano Telesphore Placidus Toppo, arcivescovo di Ranchi e il brasiliano Odilo Pedro Scherer,  arcivescovo di São Paulo.

Il Consiglio di Sovrintendenza, nominato dalla Commissione Cardinalizia, è composto da cinque laici di provata esperienza e dal 24 maggio del 2012 non ha un presidente in carica. Da quando, cioè, Ettore Gotti Tedeschi è stato defenestrato dal Consiglio di Sovrintendenza (in altre parole il board della banca). Attualmente è presieduto dal vicepresidente, Ronaldo Hermann Shmitz; ci sono poi Carl A. Anderson - cavaliere supremo dei Cavalieri di Colombo (USA, discreta ma molto ricca e operosa realtà cattolica); l'avvocato Antonio Maria Marocco e lo spagnolo Manuel Soto Serrano. A catena, il Consiglio di Sovrintendenza nomina la Direzione, con il Direttore Generale (Paolo Cipriani) e il Vice Direttore (Massimo Tulli). Questa branca dello IOR guida tutta l'attività operativa dell'Istituto e ne risponde al board della banca.

REBUS SUCCESSIONE- Il problema, da oltre sette mesi, è quello della sostituzione del presidente. Il punto è, spiegano ad Affaritaliani.it da Oltretevere, che dopo la riorganizzazione della commissione si potrà cominciare a pensare ad una successione a Gotti Tedeschi. Il rebus che il cardinal Bertone si troverebbe davanti, infatti, sarebbe doppio. Il primo, naturalmente, è quello di scegliere personalità in grado di dare impulso alle attività dello IOR e che, naturalmente, collaborino all'interno della Commissione. Non è un mistero che Oltretevere si è sempre detto che Attilio Nicora, attuale presidente AIF (l'ente vaticano che si occupa di antiriciclaggio), non sempre avrebbe condiviso la linea Bertone. Il secondo rebus ha una soluzione all'estero, e cioè in Italia: bisogna capire, soprattutto, quale sarà la maggioranza che uscirà dalle urne italiane il 25 e 26 febbraio, e che tipo di governo nascerà dalle prossime elezioni.

PRESIDENZA FORTE O DEBOLE?- Per un motivo molto semplice, spiegano ad Affari: sarebbe gradito un nuovo governo capace di far sentire la sua voce in Europa, con tutte le autorità dell'Unione. Anche quelle finanziarie. Per una ragione di opportunità, più che altro: un governo italiano “dialogante” potrebbe aiutare la delicata marcia del Vaticano verso l'inclusione nella “white list”, la lista dei Paesi che garantiscono la trasparenza finanziaria. È un compito che Benedetto XVI sta perseguendo da tempo. In questo caso potremmo vedere la nomina di un presidente “forte”, chiamato a reggere di nuovo il timone delle finanze vaticane. Se però questo non dovesse accadere, probabilmente la scelta cadrà su una candidatura ritenuta “debole”. I rumors più accreditati, comunque, parlano di una scelta che sarà fatta con molta oculatezza, verso la ricerca di un “Papa straniero”. E potrebbe non essere a breve.

 

Antonino D'Anna

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