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Deve ancora nascere e già va in sciopero. In attesa delle assemblee che dovranno dare il via alle fusione del nuovo campione nazionale assicurativo nel ramo danni Unipolsai, i sindacati delle due compagnie alzano le barricate e si preparano alla lotta, promuovendo "adeguate iniziative di mobilitazione". Le associazioni di rappresentanza dei lavoratori hanno lanciato l'allarme contro il piano proposto dal gruppo bolognese, piano che prevede sulla carta oltre duemila esuberi, una possibile mobilità volontaria tra le sedi, soprattutto da Torino a Milano e da Firenze a Bologna e possibili licenziamenti collettivi. Complessivamente, secondo le strategie dell'amministratore delegato di Unipol Carlo Cimbri (nella foto), un lavoratore su quattro è in esubero (2.240 su 8.165, oltre il 25%).

Cimbri ha messo i numeri sul tavolo ieri in una riunione tra azienda e rappresentanze sindacali per entrare nel merito della trattativa, analizzando una bozza di accordo sulle regole definita "preambolo" del verbale di accordo sulla fusione e sul nuovo piano industriale 2013-15. In una nota unitaria, le segreterie nazionali dei coordinamenti del gruppo Unipol-FonSai denunciano l'elusione "delle garanzie fondamentali" e parlano di "inaccettabili ricadute sulla vita di migliaia di famiglie". La posizione dell'azienda, spiegano, "non consente uno sviluppo della trattativa coerente con le tutele richieste dalle organizzazioni sindacali e presenti in tutti gli accordi sottoscritti nei grandi gruppi assicurativi".

Tra i passaggi contenuti nella proposta, anche la cessione di un ramo d'azienda (pari a 1,7 miliardi di portafoglio, come richiesto dall'Antitrust) senza però indicazioni chiare, denunciano i sindacati, su dipendenti coinvolti e senza altre precisazioni su criteri e garanzie. Il rischio, dunque, è che il fondo per la gestione degli esuberi in ambito bancario e assicurativo non tuteli tutti gli addetti (900 quelli che dovrebbero rientrare), così come resta l'incognita della mobilità forzata e dei possibili licenziamenti collettivi.

In Borsa, i titoli Fondiaria Sai (+0,08%) e Unipol (-0,15%) si muovono a corrente alternata in attesa dei conti del quarto trimestre 2012 che saranno dominati da componenti straordinarie in vista della fusione. Gli analisti di Equita si aspettano che il management di Unipol (il Cda si riunirà giovedì 21 marzo) opti per una significativa pulizia dei bilanci di Unipol Sai e Nuova Unipol finalizzata ad avere nel 2013 un bilancio esclusivamente influenzato dalla performance operativa ordinaria della compagnia.

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