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Terremoto in Via Solferino. Se manterrà fede ai propri impegni presi con i giornalisti, i minuti di Ferruccio de Bortoli alla direzione del Corriere della Sera sono contati. Già, perché secondo quanto annunciate oggi dai vertici di Rcs Mediagroup alle rappresentanze sindacali del gruppo editoriale, il piano industriale dell'amministratore delegato di Rcs  Pietro Scott Jovane, arrivato lo scorso anno per sostitutire Antonello Perricone, prevede, fra i diversi interventi di ristrutturazione, una mega operazione sugli immobili, con la destinazione ad un altro uso dei palazzi in via San Marco e in via Solferino, sedi rispettivamente della Gazzetta dello Sport e del Corriere della Sera e il conseguente trasferimento di tutti i giornalisti nella torre Rcs a Crescenzago. Ipotesi avversata, sempre lo scorso anno, da tutto il corpo redazionale con dura presa di posizione di de Bortoli. Se il direttore del CorSera si dimetterà dal suo incarico, per il suo posto è già pronto, sempre secondo le indiscrezioni, Mario Calabresi, attuale direttore della Stampa ed ex inviato de La Repubblica e alla direzione del quotidiano di Torino dovrebbe salire invece Luigi Contu.

Il piano industriale di Scott Jovane è quello del rilancio, viste le ingenti perdite maturate dal gruppo editoriale nel 2012. Strategie che, oltre a un mega aumento di capitale che dovrebbe aggirarsi intorno ai 400 milioni di euro (domani è in agenda il Cda) e l'implementazione dell'area digitale, prevede una forte riduzione dei costi. Risparmi da conseguirsi attraverso la fuoriuscita di 800 esuberi (di cui 640 in Italia e il resto in Spagna) e la chiusura di 10 testate periodiche.

Con gli esuberi annunciati il gruppo editoriale, gravato da un indebitamento finanziario di circa 900 milioni di euro, taglia del 14% la sua forza lavoro (l'ultimo dato disponibile, del 30 settembre scorso, parla di 5.740 dipendenti). Quanto all'immobile di via Solferino e agli uffici adiacenti di via San Marco, una volta spostate le redazioni dei due quotidiani nella sede periferica che già ospita i periodici del gruppo, Rcs pensa a una "valorizzazione". Tra i periodici che vanno incontro alla vendita o alla chiusura, ci sono A (il direttore Maria Latella dovrebbe andare a Io Donna con Diamante D'Alessio promossa invece ad Amica), Max e Bravacasa. A fronte del taglio dei dipendenti e delle cessioni, a quanto viene riferito, i vertici del gruppo editoriale, a cominciare da Scott Jovane e dal presidente Angelo Provasoli, hanno annunciato una riduzione del 10% del loro stipendio. Dopo l'incontro con i vertici, i giornalisti dei quotidiani e dei periodici Rcs,  da sempre contrari all'abbandono della storica sede di via Solferino, si sono riuniti in assemblea per un aggiornamento della situazione e per valutare le risposte, mentre il Comitato Aziendale Europeo di Rcs ha espresso "grande preoccupazione di fronte alle ipotesi contenute nel piano triennale".

Intanto in Borsa, Rcs perde ulteriore terreno (1,141 euro, -2,89% a fine seduta) dopo la flessione di venerdì, quando si erano diffuse indiscrezioni sul preoccupante andamento della raccolta pubblicitaria dei due principali quotidiani del gruppo (CorSera e Gazzetta dello Sport). C'è da dire però che giovedì scorso  il titolo era balzato in avanti di oltre il 20%. Quindi oggi, secondo alcuni analisti, potrebbe trattarsi di prese di beneficio su un'azione molto volatile a causa dello scarso flottante.

A far balzare le azioni la scorsa settimana erano state proprio le voci sull'imminente completamento del piano industriale da parte dell'ex numero uno di Microsoft Italia, con le banche che sosterranno l'aumento di capitale, fra cui UniCredit, Intesa-Sanpaolo, Mediobanca e Bnp Paribas-Bnl. Parlando sabato a margine del diciannovesimo Congresso Assiom-Forex, l'amministratore delegato di Piazza Cordusio Federico Ghizzoni ha confermato che il suo istituto è stato contattato dai vertici di Rcs per la rimodulazione del debito di Via Rizzoli e che si sta lavorando in tal senso.

 

 

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