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Economia
Spreafico (Schroders): la Grecia? Secondaria. L'Eurozona è a rischio


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


L'eurozona è a rischio, ma non per le elezioni greche bensì a causa della deflazione legata alla stagnazione e al brusco calo del prezzo del petrolio. E' l'analisi di Mario Spreafico, direttore degli investimenti di Schroders Wealth Management, intervistato da Affaritaliani.it sulla giornata nera per le Borse europee. "Ci sono una serie di fattori. Il primo è l'oggettiva correzione degli Stati Uniti che ormai hanno dato segni di stanchezza dopo il rally del mercato azionario  dell'anno scorso. I dati macro Usa sono quasi da economia emergente ed è difficile pensare che i tassi di interesse possano restare bassi ancora per lungo tempo".

"La seconda preoccupazione - spiega Spreafico - è la violenza con cui è sceso il prezzo del petrolio che fa paura, infatti a Piazza Affari Eni è stata sospesa per eccesso di ribasso. Poi c'è l'incertezza legata alle elezioni greche, ma è un pericolo sovrastimato. E' opinione oramai di tutti gli operatori che Atene ha già fatto i due terzi del percorso che doveva compiere in termini di ristrutturazione del debito e altro ed è quindi improbabile che ora decida di cambiare direzione. Il tema Grecia è secondario. Il 75% dei greci vuole restare nell'euro e comunque l'antipolitica verso l'Europa non è una novità di oggi. Ritengo quindi improbabili colpi di scena dal fronte greco".

Secondo Spreafico il vero rischio "è la stagnazione europea. Abbiamo visto il dato sull'inflazione tedesca, inferiore alle attese, che preoccupa molto. Non solo, i rischi deflazione possono solo aumentare con un prezzo del petrolio così basso. Per l'Eurozona il pericolo è quello del Giappone, ovvero stagnazione e deflazione. Ci sono tutte le contraddizioni di prima con l'aggravante che la zona euro non cresce. Tutto ciò nel lungo periodo potrebbe compromettere la stabilità politica nell'Eurozona avendo ripercussioni a livello mondiale. Gli effetti del recente calo del prezzo del petrolio non si sono ancora visti sulla deflazione, che può quindi peggiorare. Questo è il vero dato preoccupante".

"Nell'Eurozona è stata sbagliata la politica e l'ulteriore prova del nove è questa deflazione con una stagnazione che rischia di durare a lungo. I tedeschi non ammettono i propri errori e per ora stanno zitti. Se queste politiche non cambieranno o rischi sull'Eurozona ci sono da qui ai prossimi anni. Se ci sarà una distruzione generalizzata della ricchezza potrebbe venire meno il progetto europeo. Sono possibili contraccolpi nei paesi più in difficoltà come Francia e Italia, senza dimenticare che anche paesi del rigore, come Olanda e Finlandia, sono entrati in recessione e i loro dati peggioreranno ulteriormente. I tedeschi si muovono sempre quando ormai ci sono solo i cocci e nel lungo periodo si rischiano conseguenze deflagranti per l'Eurozona".

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