Stage/ Solo uno su cinque finisce con un'offerta di lavoro

Sabato, 12 giugno 2010 - 12:30:00

Strumento valido per chi vuole formarsi, meno per trovare lavoro. È lo stage, secondo un sondaggio condotto da Isfol e Repubblica degli stagisti, su un campione casuale di quasi 3.000 stagisti italiani. Complessivamente, su piu' di 5.000 stage presi in esame, appena poco piu' del 21% si e' concluso con un'offerta di un lavoro, che solo nel 2,3% dei casi e' a tempo indeterminato. Nel 5,6% dei casi, invece, l'offerta e' a tempo determinato, nel 6,4% viene proposto un contratto a progetto, nel 6,8% una collaborazione occasionale. Vale a dire che piu' della meta' degli stage effettuati da coloro che hanno risposto al sondaggio, il 52,5% esattamente, si sono conclusi con una stretta di mano e nel 17,4% dei casi con una proposta di proroga. La possibilita' di un contratto di lavoro sale al 24,3% quando lo stage e' stato effettuato dopo la laurea specialistica e al 28,4% se costituisce il completamento di un percorso di qualifica professionale.

Secondo Pietro Taronna, direttore di ricerca e responsabile del progetto Isfol - Orientaonline "e' opportuno riflettere sugli esiti occupazionali degli stage e cercare di comprenderne il tipo di ricaduta che potrebbero avere sul sistema di istruzione e formazione del nostro Paese.In particolare- prosegue- e' da considerare con grande attenzione, il fatto che le aziende offrano con maggiore frequenza opportunita' di lavoro, magari precario o a tempo determinato, ma pur sempre lavoro, agli stagisti con qualifica o con laurea specialistica, piuttosto che a quelli con laurea triennale considerati scarsamente appetibili".

Ogni anno in Italia vengono attivati non meno di 400mila stage, per questo e' molto piu' facile per i ragazzi italiani trovare un primo e poi un secondo e un terzo stage che un primo lavoro. Quasi la meta' dei 3.000 giovani che hanno risposto al sondaggio (48,4%) ha effettuato un primo stage, il 32,7% ne ha seguiti due, il 13% tre, il 3,9% quattro, l'1,2% cinque e lo 0,7% addirittura piu' di cinque.

Quasi un tirocinante su cinque ha al suo attivo tre o piu' stage (18,9%). Tra questi che potremmo definire "serial stagisti" la componente femminile e' circa tre volte quella maschile a conferma delle maggiori difficolta' delle donne ad inserirsi stabilmente nel mercato del lavoro, ma anche della maggiore intraprendenza delle ragazze rispetto ai maschi. Lo stagista tipo e' in piu' di 2 casi su 3 una donna (69%), ha un'eta' compresa tra i 25 e i 30 anni (68%) ed ha conseguito una laurea, specialistica nel 44,6% dei casi, triennale nel 27,1%. Una quota non trascurabile dei tirocinanti che hanno risposto all'indagine ha conseguito un diploma di master (13,7%).

Nelle aspettative iniziali i giovani intervistati ammettono di aver intrapreso uno stage soprattutto per trovare un lavoro (33,2%) e mettere a punto un proprio percorso professionale (9,3%). Il 24,1% ha intrapreso uno stage per completare la propria formazione, per orientarsi nel mondo delle professioni (18,5%) o per ottenere crediti formativi (12,5%).

Il 37% degli stage sono stati effettuati in imprese di piccole dimensioni (fino a 49 dipendenti), il 22% nelle grandi imprese (con piu' di 250 dipendenti), mentre nelle medie imprese ha svolto lo stage soltanto il 13% dei tirocinanti. Le grandi imprese solo nel 42% dei casi hanno lasciato andar via gli stagisti (contro il 54% delle piccole imprese) senza una proposta di proroga (26% degli stage prorogati nelle grandi rispetto al 12% nelle piccole imprese). Se il totale dei contratti offerti ad ogni titolo e' di poco superiore nelle piccole imprese rispetto alle grandi (24,7% contro il 22,2%), le grandi offrono piu' frequentemente un contratto a tempo determinato (10,3%), mentre le piccole piu' frequentemente una collaborazione occasionale (10,6%). Contrariamente a quanto si possa pensare lo strumento dello stage non e' di appannaggio esclusivo dell'impresa privata: uno stage su cinque e' stato effettuato in una struttura pubblica.

"Il tempo dedicato allo stage cosiddetto professionalizzante- raccomanda Ginevra Benini, ricercatore Isfol e curatrice del volume 'Progetta il tuo Stage in Europa'- deve essere considerato come un investimento e, proprio per questo, scelto con cognizione di causa e con la massima consapevolezza di quanto l'esperienza che si sta per affrontare possa costituire o meno una reale opportunita' per mettere le basi del proprio futuro professionale". Eleonora Voltolina, direttore responsabile di Repubblica degli Stagisti, avanza la proposta di "istituire un database dei tirocini per renderne trasparente non solo il numero ma anche l'esito, e permettere agli aspiranti stagisti di conoscere in anticipo le condizioni e la qualita' formativa dei percorsi offerti dalle aziende disponibili ad ospitare tirocinanti".

0 mi piace, 0 non mi piace



Titoli Stato/ Collocati 6,5 mld Btp, tassi a minimi record
Riforme/ Guerini (Pd): verso elezione indiretta Senato
Alitalia/ Uilt, non arrivata lettera da Etihad
Riforme/ Renzi: se non si trova sintesi pronto a passo indietro
Milan/ Berlusconi: vendita club fantasia altrui
Mps/ Grillo: questa e' la mafia del capitalismo
Mps/ Grillo, facciamo casino per fare un po' di trasparenza
Berlusconi/ Vede foto Merkel e dice "Aridatece Kohl"
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

LA CASA PER TE

Trova la casa giusta per te su Casa.it
Trovala subito

Prestito

Finanziamento Agos Ducato: fai un preventivo on line
SCOPRI RATA

BIGLIETTI

Non puoi andare al concerto? Vendi su Bakeca.it il tuo biglietto
PUBBLICA ORA