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Economia

Nuova puntata su Affaritaliani.it della rubrica "Tasse&Pensioni", uno spazio a cura dello studio fiscale tributario e del lavoro Massimiliano Casto che risponderà a tutti i vostri quesiti in materia di fisco e previdenza. Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a:
tassepensioni@affaritaliani.it

 

QUESITO
Erroneamente ho versato con il modello F24 un saldo irpef assolutamente non dovuto. Devo chiedere il rimborso o il fisco lo trattiene in acconto? Come posso fare eventualmente per ottenere il rimborso?
                                                                             Alberto Sosti - Padova

RISPOSTA
Il contribuente che ha erroneamente versato imposte non dovute o in misura maggiore a quanto dovuto, ha diritto sempre ad essere rimborsato. C'è da evidenziare che a seconda dei casi, i rimborsi possono essere richiesti con la dichiarazione dei redditi o con una specifica domanda.  Utilizzando il modello 730 si può ottenere il rimborso direttamente dal datore di lavoro o ente pensionistico con la busta paga o la pensione. Se, per qualunque motivo, il rimborso non viene effettuato, si può farne richiesta all'ufficio dell'Agenzia delle Entrate del luogo di residenza. In questo caso, occorre allegare una certificazione con cui il datore di lavoro o l'ente pensionistico attesta di non aver eseguito il conguaglio e di non aver, quindi, rimborsato le imposte. Quando si utilizza il modello Unico, il contribuente deve espressamente indicare nel quadro RX di voler ricevere il rimborso del credito. La scelta alternativa è quella del riporto del credito all'anno successivo o la sua compensazione con altri tributi da versare. Dopo gli opportuni controlli, la somma è rimborsata dall'Agenzia delle Entrate.  L'Agenzia delle Entrate, una volta riconosciuto il diritto al rimborso, dispone la restituzione delle somme secondo le modalità indicate dal contribuente e in base all'importo da pagare.
                                                                            Massimiliano Casto - Noto (SR)

QUESITO
Volevo sapere i termini di presentazione del modello Unico di quest'anno. Ci sono novità rispetto allo scorso anno? Inoltre volevo sapere cosa avviene quando lo si presente entro la scadenza e quindi tardivo. Grazie.
                                                                                             Paolo G. - Prov. Milano

RISPOSTA
Il modello Unico deve essere presentato, in via telematica, entro il 30 settembre. Chi può presentare la dichiarazione ancora in forma cartacea presso gli uffici postali, deve farlo tra il 2 maggio e il 30 giugno. Se il contribuente presenta Unico entro 90 giorni dalla scadenza del termine stabilito, la dichiarazione è considerata ancora valida ma, per il ritardo, l'Agenzia delle Entrate applicherà una sanzione (da 258 a 1.032 euro, che può aumentare fino al doppio per i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili). Si può evitare la sanzione piena se, entro lo stesso termine di 90 giorni, si versa spontaneamente una sanzione ridotta (25 euro, pari ad 1/10 di 258 euro). La dichiarazione presentata con ritardo superiore a 90 giorni si considera, invece, omessa, ma costituisce comunque titolo per la riscossione delle imposte da essa derivanti.
                                                                      Massimiliano Casto - Noto (SR)
QUESITO
Lo scorso anno non ho potuto versare le somme per tasse relative al mio reddito. Adesso avrei la possibilità. Poso farlo spontaneamente o aspettare la cartella?
                                                                          Francesco Pagani - Avellino
RISPOSTA
L'omesso o insufficiente pagamento delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi e dell'Iva, nonché l'omesso o insufficiente versamento delle ritenute alla fonte operate dal sostituto d'imposta, possono essere regolarizzati eseguendo spontaneamente il pagamento dell'imposta dovuta, degli interessi, calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito e della sanzione in misura ridotta.  Per le violazioni commesse dal 1° febbraio 2011 la sanzione è pari:
" al 3%, se il pagamento viene eseguito entro 30 giorni dalla scadenza prescritta (ravvedimento breve)
" al 3,75%, se si paga con un ritardo superiore a 30 giorni ma entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno d'imposta in cui la violazione è stata commessa (ravvedimento lungo) .
Inoltre, per i contribuenti che regolarizzano gli omessi o i tardivi versamenti di imposte e ritenute entro i quattordici giorni successivi alla scadenza, l'art. 23, comma 31, del decreto legge n. 98/2011, ha previsto la possibilità di ridurre ulteriormente la misura della sanzione ridotta. In particolare, la sanzione si riduce allo 0,2% per ogni giorno di ritardo, se il versamento dell'imposta è effettuato entro quattordici giorni dalla scadenza e allo stesso si accompagna quello, spontaneo, dei relativi interessi legali e della sanzione entro il termine di trenta giorni dalla scadenza.
                                                                  Massimiliano Casto - Noto (SR)

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