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Economia

Nuova puntata su Affaritaliani.it della rubrica "Tasse&Pensioni", uno spazio a cura dello studio fiscale tributario e del lavoro Massimiliano Casto che risponderà a tutti i vostri quesiti in materia di fisco e previdenza. Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a:
tassepensioni@affaritaliani.it

QUESITO
Sono proprietario di un piccolo appartamento accanto la mia parrocchia. Tale locale vorrei affittarlo al parroco per attività religiose verso i giovani. Da tale locazione non percepirò alcun canone di affitto e quindi vorrei registrare un contratto di comodato a titolo gratuito. Come posso procedere e quanto mi verrà a costare?
                                                                                               Luciano P. - Rimini

RISPOSTA
Il contratto di comodato gratuito deve essere registrato presso qualsiasi sportello dell'Agenzia delle Entrate entro venti giorni dalla stipula. Devono essere prodotte due copie in originale del contratto, una per l'Amministrazione Finanziaria e l'altra per il soggetto che effettua la registrazione, con relative firme in calce, a cui vanno allegate le fotocopie dei documenti d'identità del comodante e del comodatario. Tale registrazione è soggetta ad una imposta di registro in misura fissa pari a 168 euro, da versare utilizzando modello F23 . Il codice tributo da indicare nel modello di pagamento F23 è 109T. Sul modello F23 deve essere indicato inoltre il codice dell'ufficio presso il quale si intende registrare il contratto. Per quanto riguarda le marche da bollo, sarà necessario applicare una marca da €.14,62 ogni quattro facciate di contratto per entrambe le copie. Infine è necessario presentare il Mod. 69. Questo modello, reperibile presso l'Agenzia delle Entrate o nel suo sito internet, deve essere compilato secondo le istruzioni fornite dall'Amministrazione e presentato contestualmente al contratto, apponendo tutti i dati dei soggetti coinvolti nella stipula.
                                                                                   Massimiliano Casto - Noto (SR)

QUESITO
Buonasera vorrei sottoporvi una domanda: una cartella di ingiunzione fiscale se manca la relativa notifica è valida? Ho ricevuto una cartella di Ingiunzione fiscale anno 2006  il 15/12/20011.
Dopo vari tentativi e richieste scritte all'ente accertatore ho provveduto ad inviare tramite posta certificata precisamente il giorno 24/11/2012 la richiesta della  copia relata di notifica del provvedimento Ici 2006 notificata il 05/12/2008, ribadendo che fino al momento che tale documento non venga recuperato si chiede la sospensione atti a mio carico. A tutt'oggi non ho ricevuto nessuna risposta. Grazie.
                                                                                                 Luciano
RISPOSTA
La  sottoscrizione dell'atto di notifica di un avviso di accertamento / ingiunzione  è elemento  costitutivo essenziale di  tale  atto  giuridico, pertanto la sua mancanza ne determina la giuridica inesistenza.  Infatti lo scopo della notifica dell'atto ha natura sostanziale e non processuale e viene raggiunto solo con la materiale e regolare notifica dell'atto nel domicilio fiscale o reale del contribuente, in questo ultimo caso direttamente a mani del contribuente.
Nel caso in questione, dunque, viene contestata dal contribuente la legittimità della procedura esecutiva, in quanto non risulta assolutamente provata la notifica delle cartelle esattoriali -ingiunzione e soprattutto il loro effettivo contenuto.
L'agente della riscossione deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relata di notifica. Tale obbligo, d'altronde, deriva dall'art. 26, comma 4, del DPR n.602/73, il quale prevede che "il concessionario deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell'avvenuta notificazione o l'avviso di ricevimento ed ha obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell'amministrazione".
 Ciò anche in riferimento al principio dell'onere della prova espresso dall'art. 2697 cc che prevede "Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento".
 Quindi, persistendo la mancata dimostrazione della notifica, ci sono i presupposti per chiedere la nullità della cartella di ingiunzione, sia per l'inesistenza della notifica delle cartella così come effettuata e sia  per illegittima applicazione della maggiorazione ex art.27 legge 689/81.
                                                                          Massimiliano Casto - Noto (SR)
QUESITO
Possiedo una sola casa di proprietà ma per vari motivi non vi abito e la mia residenza è in un

immobile in affitto. Volevo sapere se posso usufruire delle detrazioni della prima casa e per mio

figlio di 21 anni che abita con me in affitto.
                                                                                      Fortunato Inserello - Pavia

RISPOSTA
La prima casa, quella di abitazione, può beneficiare di una detrazione fissa di 200 euro, più 50 euro per ciascun figlio fino a 26 anni d'età che compone la famiglia. La condizione fondamentale perché una casa venga considerata abitazione principale è che il proprietario vi dimori abitualmente e vi risieda anagraficamente. Pertanto nel suo caso non può usufruire delle suddette detrazioni.
                                                                                      Massimiliano Casto - Noto (SR)

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