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Economia
 
  La vicenda sta assumento tutti i contorni di un giallo finanziario. Karl Slym, amministratore delegato della casa automobilistica indiana Tata Motors, è morto dopo essere precipitato dal balcone di un hotel di Bangkok.
L’uomo, di 51 anni, è stato trovato senza vita ai piedi dello Shangri-La dopo essere caduto dalla sua stanza al 22° piano.
La polizia avrebbe trovato nella sua camera un biglietto di addio, che lascerebbe pensare a un suicidio, ma il gruppo della famiglia milionaria Tata ha invece diramato un comunicato nel quale parla di incidente provocato dalla perdita di equilibrio.
Si trovava a Bangkok insieme alla moglie, ricoverata ora in ospedale dopo aver appreso la notizia della morte di Slym, proprio per partecipare a un convegno sul mercato automobilistico in Thailandia. In un primo momento il portavoce della compagnia indiana aveva rifiutato di commentare le circostanze della morte, mentre la Press Trust of India riferiva soltanto dell'accadimento, senza dare interpretazioni, mentre The Economic Times riferiva che la morte era avvenuta in corcostanze accidentali.
Oggi verrà effettuata un’autopsia sul cadavere dell’uomo, mentre comunque la polizia tailandese ha aperto un’inchiesta. Laureato a Stanford, in precedenza vice presidente di una joint venture di General Motors in Cina , SGMW e presidente di General Motors India, il manager era stato chiamato a guidare Tata nel tentativo di incrementare le vendite in crisi, potenziando ulteriormente il mercato asiatico.
 
 
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