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Telefonica salira' nel capitale di Telco dal 46% al 66% attraverso un aumento di capitale della holding che controlla Telecom, per un ammontare di 324 milioni. L'aumento, secondo l'accordo raggiunto con Generali, Intesa e Mediobanca, valorizzera' le azioni Telecom a 1,09 euro. Telefonica, informa una nota, salira' inoltre in una seconda fase al 70% di Telco con un ulteriore aumento di capitale di 117 milioni di euro. In entrambi gli aumenti le azioni Telco che verranno emesse saranno prive del diritto di voto. Sottoscrivendo azioni senza diritto di voto, Telefonica restera' al 46% di Telco fino alla fine dell'anno.

Il presidente di Telecom, Franco Bernabè, ha provato a ridimensionare l'operazione: "Telecom Italia non diventa spagnola perché l'operazione riguarda Telco". Di fatto, però, Telefonica si apre un'autostrada  verso il controllo di Telecom.

A partire dal 1 gennaio 2014 Telefonica potra' convertirle in azioni con diritto di voto, salendo fino a un massimo del 64,9% dei diritti di voto. Al superamento della soglia del 50% - informa una nota - vi sara' anche una modifica della governance. In particolare, in Telco il cda continuera' a essere composto da 10 membri, ma con la meta' nominata da Telefonica e meta' dai soci italiani. In Telecom Italia verrano eletti non meno di 13 amministratori. Al netto dei posti riservati agli azionisti di minoranza i soci italiani avranno la possibilita' di indicare i primi due nominativi della lista, riservati a presidente e a.d., mentre i restanti nominativi saranno indicati per metà dai soci italiani e per metà da Telefonica. Telco utilizzera' gli importi derivanti dall aumento di capitale di 324 milioni, che viene eseguito gia' oggi, per rimborsare, immediatamente e fino a concorrenza, l'indebitamento bancario in essere in scadenza a novembre 2013.

Il residuo debito bancario di Telco sara' interamente rifinanziato fino a 700 milioni di euro, da Mediobanca e Intesa Sanpaolo in parti uguali, attraverso un nuovo finanziamento a condizioni di mercato. Contestualmente all'esecuzione dell'aumento di capitale, aggiunge la nota - Telefonica acquistera', al valore nominale, dai soci italiani - pro quota - una parte del prestito obbligazionario emesso da Telco, cosicche' la quota di tale prestito detenuta da Telefonica dopo la compravendita sara' pari al 70% del totale. Il corrispettivo sara' costituito da azioni ordinarie Telefonica, valorizzate a 10,86 euro liberamente liquidabili sul mercato, entro limiti quotidiani predefiniti e decorso un periodo di 15 giorni.

Il disimpegno dei soci italiani era nell'aria da tempo, in ultimo lo stesso, Alberto Nagel, Ceo di Mediobanca, nell'ultima conference call con gli analisti sul futuro di Piazzetta Cuccia in Telco era stao chiaro, ''non ci metteremo piu' soldi, il nostro obiettivo e' disinvestire''. E non a caso la quota in Telco era stata svalutata a un prezzo che valutava Telecom 0,53 euro per azione. Anche Generali e Intesa SanPaolo avevano da tempo spiegato che l'avventura in Telecom era destinata ad arrivare al capolinea.

L'accordo sottoscritto prevede un graduale disimpegno dei soci italiani da Telco attraverso un primo aumento di capitale di Telco che sara' sottoscritto interamente da Telefonica per 324 milioni, valutando le azioni Telecom a 1,09 euro contro una quotazione odierna di 0,59 euro. L'aumento di capitale sara' interamente utilizzato per rimborsare parte del debito di Telco che scendera' a 700 milioni e sara' rifinanziato in parte uguali da Mediobanca e Intesa SanPaolo. Dopo il primo aumento di capitale i soci italiani di Telco si diluiranno: Generali scendera' al 19,32%, Intesa San Paolo al 7,34%, Mediobanca al 7,34%, Telefonica salira' al 66%. Poi con il secondo aumento di capitale a 117 milioni, Telefonica salira' al 70% di Telco, con l'opzione di arrivare al 100% da esercitare tra il 15 e 30 giugno 2014 e tra l'1 e il 15 febbraio del 2015. L'opzione potra' essere esercitata valutando il prezzo delle azioni Telco al valore piu' alto tra 1,10 euro e la media dei prezzi di chiusura della azioni Telecom registrati nei trenta giorni precedenti l'esercizio dell'opzione.

Al momento dell'esercizione dell'opzione, Telefonica riacquistera' i bond della holding Telco ancora in mano ai soci italiani. Da un punto di vista della governance e' stato stabilito che il Cda di Telco rimane composto da 10 membri, cinque designati da Telefonica e cinque dai soci italiani. Per quanto riguarda il Cda di Telecom e' stato deciso che non sara' inferiore a 13 consiglieri e che, al netto dei consiglieri eletti nella lista di minoranza, i soci italiani avranno la possibilita' di indicare i primi due nomi della lista proposta da Telco, mentre il resto dei nomi sara' indicato meta' dai soci italiani e meta' da Telefonica.

''Siamo soddisfatti di aver concluso questo accordo che e' in linea con i nostri obiettivi di rafforzamento patrimoniale e che ci permette di guardare con ottimismo alla distribuzione di un dividendo soddisfacente a fine anno'', cosi' Mario Greco, Ad del Gruppo Generali, ha commentato l'accordo tra i soci italiani e Telefonica sulla holding Telco. Generali, con una nota, spiega chela svalutazione netta della quota Telco sara' di circa 65 milioni euro e sara' registrata nel terzo trimestre del 2013. L'accordo definisce infine in modo chiaro i possibili periodi di uscita da Telco, il primo a giugno 2014; il secondo a febbraio 2015, e riduce i rischi patrimoniali derivanti dall'eventuale futura cessione a Telefonica.

LA REAZIONE A PIAZZA AFFARI - Vola in apertura di contrattazioni a piazza Affari il titolo Telecom, che esordisce guadagnando il 4%, per poi ridurre i profitti e attestarsi intorno a un rialzo dello 0,34% a 0,59 euro. Lo sprint del titolo, dopo l'accordo tra i soci italiani di Telco e Telefonica, che consente a quest'ultima di salire nel capitale di Telco dal 46% al 66% attraverso un aumento di capitale della holding che controlla Telecom. L'aumento, secondo l'accordo raggiunto con Generali, Intesa e Mediobanca, valorizzera' le azioni Telecom a 1,09 euro.

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