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Saranno sette giorni intensi per Telecom Italia. Iniziati con la diffusione dei dati di bilancio 2012, termineranno con lo scioglimento del nodo La7-TIMedia. L'ultimo esericizio del gruppo presieduto da Franco Bernabè si è chiuso con ricavi per 29,053 miliardi di euro, in crescita dello 0,5%. In calo del 2% l'Ebitda, mentre la notizia migliore arriva dal dato sull'indebitamento, calato rispetto allo scorso anno da 30,414 a 28,274 miliardi. Nel solo quarto trimestre, sottolinea l'azienda, ha avuto una flessione di 1,211 miliardi. Slitta, invece la decisione sulla vendita di TIMedia.

Secondo alcuni rumors, il lungo Cda di giovedì, avrebbe visto rinnovarsi due fronti contrapposti: da una parte il presidente, disposto ad aspettare le elezioni nella speranza di proposte più ricche rispetto a quelle di Cairo e Clessidra. Dall'altra gli azionisti forti di Telecom, a partire da Generali, che invece premono per disfarsi di una controllata che zavorra i conti della capofila. Su questa scelta, Bernabé, accusato di usare La7 come "giocattolo" personale e mettendo in secondo piano l'interesse degli azionisti, si gioca la poltrona in Telecom. 

Per il momento, il manager di Vipiteno preferisce concentrarsi sui risultati di Telecom, definiti "in linea con gli obiettivi". Il titolo, però, frena a Piazza Affari, dove ha chiuso lasciando sul terreno l'1,26% a 0,66 euro, ma dopo esser sceso anche di oltre 4 punti percentuali. A penalizzare la azioni è l'annuncio di distribuire un dividendo dimezzato rispetto a quanto previsto. Telecom staccherà una cedola da 450 milioni all'anno per il periodo 2013-2015, pari a 1,97 centesimi per azione ordinaria. Si tratta di un sostanzioso taglio rispetto a quanto il gruppo è solito distribuire agli azionisti: la cedola era stata di 888 milioni nel bilancio 2011 e e di 1,191 miliardi nell'anno precedente.

Il direttore finanziario del gruppo Piergiorgio Peluso, ha giustificato la decisione sostenendo che il taglio dei dividendi risponde da un lato al perdurare di una "situazione macroeconomica impegnativa in Italia" e dall'altro all'"importanza strategica per la crescita della compagnia" di "ulteriori investimenti" in Italia e in Brasile, ha spiegato Peluso. Il dividendo "potrà tornare a crescere" una volta raggiunti i target di riduzione del debito.

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