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Economia
Def/ Garavaglia (Lombardia): "Il tesoretto è una super-bufala"


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


"Il tesoretto sbandierato dal premier è un super-bufala". Non ha dubbi l'assessore al Bilancio della Regione Lombardia, Massimo Garavaglia. Che, intervistato da Affaritaliani.it, spiega: "E' come se io avessi uno scoperto in banca di 10mila con un fido 3mila. La banca mi dice che mi alza il fido a 5mila ma poi mi chiede di rientrare subito. Domanda: posso spendere quei 2mila euro di differenza?. Ecco, questo è il tesoretto di Renzi, una super-bufala. Purtroppo nella comunicazione di oggi c'è poca attenzione e c'è anche chi crede a queste sparate".

Poi Garavaglia, che è anche coordinatore degli assessori al Bilancio in Conferenza Regioni, entra nel dettaglio: "E' tutto abbastanza ridicolo. I 16,1 miliardi di euro per evitare le clausole di salvaguardia per il 2016 e quindi l'aumento dell'Iva (anche di quella sui beni primari oggi al 10%) e delle accise su benzina e gasolio vanno trovati. I tagli agli enti locali sono stati fatti e funzionano in virtù del trattenimento alla fonte delle risorse, mentre la parte relativa ai ministeri è sostanzialmente pari a zero. I ministeri hanno (solo teoricamente) tagliato la propria spesa primaria dell’1,2% contro il vero 4,9% delle Regioni, 9,7% delle Province e 2% dei Comuni. Ricordo che l’obiettivo dichiarato dal Renzi era 3% per tutti... Solo pensare a ulteriori tagli agli enti locali non è solo irragionevole ma matematicamente impossibile".

E quindi, come ha fatto il governo a dire che c'è questo bonus da 1,5 miliardi? "Innanzitutto si vota per le Regionali, quindi vale tutto. Inoltre fa finta di utilizzare un margine puramente teorico senza considerare che: primo bisogna rientrare verso l'equilibrio di bilancio; secondo che le clausole di salvaguardia scattano se non trovi copertura alternativa per 16,1 miliardi, prima di iniziare a spendere anche un solo euro in più; terzo che le misure previste nelle finanziarie precedenti hanno una scandenza e vengono reiterate di anno in anno, eludendo la sentenza n.193/2012 della Corte Costituzionale; quarto si applica la classica regola aurea per taroccare i bilanci, con un balzo del Pil irrealistico negli anni dal 2017 in poi".

Ancora Garavaglia: "Se uno legge il Def e fa finta di non sapere come vanno le cose in realtà funziona, ma i numeri sono impietosi e infatti la pressione fiscale apparente, cioè quella calcolata solo su chi le tasse le paga, è passata dal già esagerato 43,5% del 2014 al 44,1% del 2015 senza considerare l’imminente fuoco di fila di aumenti che i Comuni stanno predisponendo per far quadrare i conti. Insomma dal Governo Renzi le solite chiacchiere da bar".

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