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I giudici del tribunale di Milano hanno deciso di sospendere il processo Unipol e rinviarlo al 7 marzo, dopo le elezioni del 24 e 25 febbraio, accogliendo la richiesta degli avvocati difensori di Silvio Berlusconi. Lo aveva chiesto l'avvocato Piero Longo, uno dei difensori, ai giudici della IV sezione penale del tribunale di Milano, davanti ai quali si sta celebrando il processo con al centro l'intercettazione Fassino-Consorte, nel quale sono imputati l'ex premier e suo fratello Paolo. A tale richiesta si erano opposti il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e il legale di Piero Fassino, che è parte civile.

Longo aveva chiesto di posticipare a dopo le elezioni la sentenza e quindi idi sospendere il processo, in pratica, cancellando l'udienza già fissata per il 7 febbraio prossimo: il giorno in cui i giudici avrebbero dovuto ritirarsi in camera di consiglio per uscire con la sentenza. Per il procuratore Romanelli, che aveva chiesto un anno di carcere per Silvio Berlusconi e tre anni e tre mesi per il fratello Paolo, la richiesta della difesa, formulata in base all'articolo 159 del Codice di procedura penale, non poteva essere accolta in quanto i motivi legati alla campagna elettorale non sono una ragione "forte" per chiedere la sospensione del processo, che "deve andare avanti". Sulla stessa linea il professor Federico Grosso, legale di Piero Fassino.

Berlusconi va assolto "senza se e senza ma", ha chiesto invece l'avvocato Massimo Montesano, uno dei difensori di Berlusconi al termine della sua arringa. Il legale ha inoltre aggiunto che non ci sono prove che Berlusconi abbia ascoltato il nastro e se così fosse "poteva anche non essere a conoscenza della segretezza del contenuto dell'intercettazione". L'avvocato Montesano ha parlato in particolare di Fabrizio Favata, l'imprenditore che assieme a Roberto Raffaelli, titolare della società Rcs (Research control system), alla vigilia di Natale del 2005, secondo l'accusa e come lui stesso aveva messo a verbale, si era recato ad Arcore per far sentire a Berlusconi l'intercettazione. Secondo il difensore, Favata deve essere considerata "una persona non credibile".

Dopo l'avvocato Montesano ha preso la parola l'avvocato Longo, il quale ha chiesto ai giudici di non emettere sentenza in quanto uno dei tre componenti del collegio (Maria Teresa Guadagnino) è stata ricusata perché già componente del collegio che ha emesso la sentenza di primo grado sul caso Mediaset condannando a quattro anni Berlusconi. Ha concluso anche la sua arringa anche l'avvocato Federico Cecconi, difensore di Paolo Berlusconi, del quale ha chiesto l'assoluzione o per insufficienza di prove o per non aver commesso il fatto. Riguardo al milione di risarcimento chiesto da Piero Fassino, ex segretario dei Ds, il legale ha detto che la vicenda non ha influenzato le elezioni perché sono state vinte dal centrosinistra e semmai non è stato danneggiato Fassino in quanto tale, ma il partito.

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