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Economia
ignazio visco

"La caduta dell'attivita' potrebbe arrestarsi nel corso del secondo semestre del 2013, con un ritorno a ritmi di crescita modesti e con margini di incertezza elevati". La previsione e' del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, secondo cui "l'Italia non si e' ancora lasciata alle spalle gli effetti della crisi finanziaria e delle due recessioni che l'hanno accompagnata. La nuova flessione dell'attivita' economica, iniziata a meta' del 2011", ha osservato il numero uno di via Nazionale nel suo intervento all'assemblea Assiom-Forex, "ha annullato il parziale recupero registrato dopo il 2009: il prodotto interno lordo e' ridisceso su un livello di circa 7 punti percentuali piu' basso di quello precedente la crisi; in cinque anni la produzione industriale e gli investimenti fissi lordi sono scesi di quasi un quarto, il numero di occupati di oltre mezzo milione".

"RETTO L'URTO DELLA CRISI" - "Le banche stanno subendo le pesanti conseguenze della doppia recessione e della crisi del debito sovrano. Hanno incontrato gravi difficolta' di raccolta, affrontato necessita' di rafforzamento patrimoniale, subito una marcata compressione della redditivita'. La solidita' delle loro condizioni di partenza, merito anche dell'azione di vigilanza, ha consentito di sostenere l'urto". Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco. Il numero uno di via Nazionale ha tuttavia anche avvertito che "la redditivita' dei maggiori gruppi bancari e' bassa: nei primi nove mesi dello scorso anno", ha osservato, "il rendimento del capitale e delle riserve, al netto delle poste straordinarie connesse con le svalutazioni degli avviamenti, e' stato di poco superiore al 3 per cento su base annua".

BANCHE, "MASSIMO IMPEGNO PER VIGILANZA" - "L'impegno della Banca d'Italia a rendere sempre piu' efficace e tempestiva la sua azione e' massimo". Secondo il numero uno di via Nazionale, tuttavia, "il quadro normativo va rafforzato". In particolare, ha osservato Visco, "l'autorita' di vigilanza, deve poter valutare compiutamente l'idoneita' degli esponenti, nel rispetto di criteri di trasparenza e imparzialita' dell'azione amministrativa. Deve poter intervenire efficacemente nei casi in cui, sulla base di fondate evidenze, ritenga necessario opporsi alla nomina di esponenti aziendali o rimuoverli dall'incarico".

SUL CASO MPS - Il caso Mps non cambia "le valuazioni sulle condizioni complessive del sistema bancario italiano" che resta sano. La rassicurazione e' stata fornita dal governatore dlela Banca d'Italia, Ignazio Visco, nel suo inetrvento all'assmeblea Assiom-Forex. In generale, ha osservato il numero uno di Palazzo Koch, i nostri istituti di credito hanno "resistito alla crisi finanziaria globale" meglio che altrove "grazie a un modello di intermediazione fondamentalmente sano e a un'esposizione contenuta verso i prodotti della finanzia strutturata, in un quadro regolamentare e di vigilanza prudente".

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