Portafoglio/ Westhuis (Ing) ad Affaritaliani.it: energia, hi-tech, health care e tlc i settori da mettere sotto l’albero

Martedì, 1 dicembre 2009 - 10:10:00

Rogier Westhuis
Rogier Westhuis
La fase peggiore per i mercati azionari è ormai passata. A pensarla così, del resto in linea con la maggior parte degli esperti di Borsa, è Rogier Westhuis, portfolio specialist equity global sectors di Ing investment management. Westhuis, intervistato da Affaritaliani.it, spiega che a corroborare questa tesi è anche il fatto che sono giunti risultati finanziari molto positivi da parte delle società, americane soprattutto, cosa che indica che sul fronte microeconomico è senza dubbio in atto una ripresa. Per contro, sullo scenario macroeconomico aleggia qualche punto di domanda. "E' necessario - afferma Westhuis - che tornino a crescere i consumi. Soltanto così la fase al rialzo delle Borse internazionali può essere effettivamente sostenibile. Siamo positivi sui mercati azionari per il 2010, a patto che l'economia reale riesca a tenere il passo. In ogni caso riteniamo che il prossimo anno i guadagni delle Borse, che saranno fondamentalmente supportati dall'incremento dei profitti delle aziende, saranno meno forti rispetto al 2009". Va infatti ricordato che i mercati, dai minimi di marzo a oggi, hanno effettuato un vero e proprio rally, di quelli come non se ne vedevano da molti anni.

Per quanto riguarda la distribuzione geografica dell'investimento, l'esperto di Ing si attende che i mercati emergenti continuino a sovraperformare quelli sviluppati e in particolare che, all'interno del comparto, in un'ottica semestrale facciano meglio le Borse dell'Est Europa e che in un orizzonte di più lungo termine renda di più l'area sudamericana.

A livello di settori, Westhuis consiglia di puntare su quelli maggiormente difensivi. In particolare, la casa di investimento olandese, in una scala di valutazione che va da 1 a 5 e dove 1 indica ottime prospettive e viceversa 5 indica il massimo grado di negatività, bolla con il voto massimo, ossia 2, i settori dell'energia, della salute (health care), della tecnologia e delle telecomunicazioni. Per contro, le utility, benché rappresentino uno dei comparti difensivi per eccellenza, si limitano a un 3. "E' vero - ammette l'esperto di Ing investment management - che si tratta di un settore difensivo, ma le utility sono generalmente fortemente indebitate e questo non ci piace. Preferiamo invece, ad esempio, l'energia proprio perché si tratta di un settore caratterizzato da un livello di indebitamento inferiore".

Tra i comparti più apprezzati c'è quello tecnologico, che però non può certo essere definito difensivo. "Si tratta di un settore - spiega Westhuis - che, sebbene non sia difensivo, abbonda di liquidità". E, come noto, "cash is king", ovvero "la liquidità regna sovrana", e in tempi di crisi più che mai. "Pensiamo - prosegue l'esperto della casa di investimento olandese - che una volta che la crisi sarà terminata a tutti gli effetti le società dell'hi-tech avranno i bilanci migliori". Tipicamente difensivi sono invece i settori dell'health care, che piace a Ing sia per le valutazioni interessanti sia per le potenzialità che offre dal punto di vista di fusioni e acquisizioni (m&a), e quello delle telecomunicazioni. "Per quanto riguarda le tlc - afferma Westhuis - siamo positivi per diverse motivazioni: dall'elevato dividend yield ai massicci buyback degli ultimi mesi. Inoltre, ci aspettiamo anche in questo caso una certa attività di m&a, che ad esempio in Europa avrà come protagoniste soprattutto le società più piccole. In particolare, all'interno delle telecomunicazioni, privilegiamo i titoli dei gruppi meno regolamentati e/o più presenti sui mercati dei paesi emergenti".

Giudizio neutrale, invece, per i finanziari. “Ci sono – evidenzia l’eserto di Ing - elementi sia positivi sia negativi. Rientrano nella prima categoria i profitti che molte banche in questo periodo riescono a realizzare grazie ai differenziali di tassi di interesse lungo la curva, prendendo a prestito, praticamente a costo zero, dalle banche centrali. Tra gli elementi che invece ci lasciano dubbiosi sul settore finanziario segnaliamo, tuttavia, le numerose operazioni di aumento di capitale che per molti istituti sono state necessarie per riportare i conti in regola”. I finanziari, come voto, si aggiudicano un 3, così come fa anche il settore delle costruzioni (“materials”). “Questo comparto – conclude Westhuis – al momento presenta luci e ombre. E’ stato il migliore nel 2009 perché ha beneficiato dell’incremento dei prezzi delle materie prime, ma ora in termini di valutazioni risulta un po’ caro. Riteniamo che però gli investitori più propensi al rischio possano valutare una puntatina sui materials, che nel lungo periodo posso offrire buoni guadagni. Il settore, infatti, dovrebbe trarre spunti al rialzo dagli ingenti processi di urbanizzazione e di costruzione di infrastrutture dei paesi emergenti tuttora in corso, e che ci attendiamo continuino. Gli investimenti in infrastrutture di questi paesi, tra l’altro, sono gestiti dai governi e per questo presentano quel carattere di stabilità che dovrebbe fare bene ai materials”.

Carlotta Scozzari

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