A- A+
Spettacoli
Affari incontra Paola Turci: 30 anni di carriera con "Io Sono"

Affaritaliani incontra Paola Turci che celebra trent'anni di carrirera con un nuovo album retrospettivo ma con tre brani inediti.

La cantante e artista romana, è donna impegnata e si confida ad Affari in merito alla vita, all'Italia, alla gente, ai valori.

GUARDA LA VIDEOINTERVISTA DI ANDREA RADIC A PAOLA TURCI

 

 

IO SONO (Warner Music), il nuovo album di Paola Turci, che celebra i 30 anni di carriera affiancando 12 canzoni del passato completamente riviste in un’inedita veste acustico-elettronica a 3 brani inediti: “Io sono”, “Questa non è una canzone” e “Quante vite viviamo” (https://itunes.apple.com/it/album/io-sono/id976297472).
Il singolo “Io sono”, scritto con Francesco Bianconi e Pippo Rinaldi “Kaballà”, ha anticipato la pubblicazione dell’omonimo album nato dalla necessità di ripercorrere l’itinerario artistico di Paola attraverso una mirata e personale selezione di brani che ne hanno segnato le tappe principali. È stato immaginato come un lavoro unitario, un’opera antologica riassunta in dodici canzoni (alcune note, altre meno) e che trova nelle tre nuove canzoni l’ideale completamento. 

La produzione artistica di IO SONO è stata affidata a Federico Dragogna (Ministri, Le Luci della Centrale Elettrica, Iori’s Eyes), mentre la parte grafica è opera di Giuseppe Romagno, impreziosita da illustrazioni di Vincenzo D’Alba; un’iconografia della musica e del pentagramma disegnata anche ironicamente attorno alla figura e al mondo musicale di Paola.

Paola Turci presenterà il suo album negli store delle principali città italiane: il 20 aprile a Milano (Feltrinelli piazza Piemonte 2 - h.18.30); il 21 aprile a Torino (Feltrinelli Stazione Porta Nuova h.18.30), il 22 aprile a Bologna (Feltrinelli piazza Ravegnana h.18.30); il 24 Aprile a Roma (Discoteca Laziale Via Giolitti 263h.17.00); il 27 aprile a Napoli (Feltrinelli piazza dei Martiri h. 18.30); il 28 aprile a Verona (Feltrinelli di via Quattro Spade 2h. 18.30); il 29 aprile a Padova(Feltrinelli di via San Francesco 7 h. 18.30); il 4 maggio a Firenze (Feltrinelli RED di piazza della Repubblica h.18.30) ; il 7 maggio a Varese (Casa Del disco Piazza Podestà, h.18.00); l’8 maggio a Bassano – (Mediaworld Via Capitelvecchio, 88/90 c/o Grifone Shooping center h. 17.30); il 10 maggio a Rimini (Mediaworld – Piazza Colombo, 3 c/o Centro Commerciale Romagna shooping Valley h. 17.30).

 
Una voce che sembra un disco  
                                 
                                                                                                                                                            
Fino a pochi mesi fa, Paola Turci era per me un nome che non ammetteva pause o divisioni: era paolaturci, tutto d’un fiato, come la presentava la radio che sentivo a 12 anni sulla macchina di mio padre che mi portava a scuola. Un ricordo preciso quanto poco interessante che temo di aver infilato nella mia prima conversazione con lei – lei che aveva appena spezzato l’incantesimo con un semplice “ciao, sono Paola”. Credo che il disco sia cominciato già quella sera a Roma, da uno scambio di aggettivi, immagini e riferimenti, dall’entusiasmo e da una fiducia non comune. 
Tornai a Milano con una manciata di provini e le tracce della sua voce pura – da tenere in testa come una bussola in una notte ancora tutta da inventare. E dato che di notte si trattava, di notte ci lavorai senza sosta – con sullo sfondo le ambulanze del pronto soccorso davanti a casa e i mille rumori del buio che credi di aver sentito e invece no e invece sì. Nelle pause ascoltavo, come fossero lezioni di un vecchio maestro di karate, Trampin’ di Patti Smith, Music For Films di Brian Eno e Big Science di Laurie Anderson, ma anche Wilco, Portishead e persino Grimes e i suoi quintali di riverbero. Nel rimettermi al lavoro qualcosa di quegli ascolti sopravviveva e si nascondeva negli arrangiamenti, come quei lampi di vita quotidiana che ritroviamo nei sogni. 
Quando la canzone e il testo me lo permettevano (o, addirittura, suggerivano), cercavo di approfondire questo legame tra il suono e l’inconscio: in Volo Così, che apre il disco, tre forme d’onda semplici che paiono uscite da un test audiometrico si sommano in sequenza fino a ricreare un’armonia, un equilibrio su cui la voce di Paola si posa delicatissima - come se si sovrapponesse al flusso di coscienza stesso dell’ascoltatore. Qualche anno fa ebbi l’occasione di comporre musica di sottofondo per degli esercizi contro gli attacchi di panico, una sorta di training distensivo guidato da una voce ferma e rassicurante. Mi accorsi allora di quanto la musica potesse fare bene, quanto potesse aiutare a scavarci dentro. Specie se ascoltata in cuffia: a volte ritrovarsi da soli tra le onde è il modo più sicuro per perdersi e ritrovarsi – come del resto disse Bjork vent’anni fa, my headphones / they saved my life. 
Quando finalmente rincontrai Paola in studio dopo un mese di lavoro, sirene e mail appassionate, feci appena a tempo a salutarla che già era dietro al microfono – come un bambino pronto sulla porta che aspetta i genitori per andare a giocare al parco. La sua prima take lasciò di sasso tutti. E’ pensiero comune che la musica vera si stia perdendo nelle diavolerie digitali e ci si immagina gli studi di registrazione come officine di falsificazione dove aggiustare, raddrizzare, riprogrammare una realtà che non c’è più – ma se solo tutti quelli che ascolteranno il disco avessero potuto assistere a una sola delle take di Paola (non molte a dire il vero, dato che dopo la seconda sembrava già detto tutto quello che c’era da dire) forse tornerebbero ad avere fiducia nella musica e in chi la fa. La voce di Paola, per citare la più comune reazione alle sue riprese, sembra un disco – che è il modo sbagliato per dire che un disco dovrebbe sembrare la sua voce. Cioè quello che abbiamo cercato di fare in questi cinquantasette minuti di musica, che non a caso si aprono e si chiudono con arrangiamenti estremi di voce+quasinulla. Un disco che è stato lungo e intenso come un inverno, e che adesso posso ascoltare di nuovo con abbandono e distanza - ora che è di nuovo semplicemente un disco di paolaturci

Federico Dragogna produttore di Io Sono

Ecco quanto scrive l'autricnel presentare l'album:


Questo disco nasce da una necessità: ripercorrere, giunta all’età di cinquant’anni, il mio itinerario artistico attraverso una mirata e personale selezione di brani che ne hanno segnato le tappe principali. L’ho immaginato, sin dal primo momento, come un lavoro unitario, un’opera antologica riassunta in dodici canzoni (alcune note, altre meno) e che trova in tre inediti l’ideale compimento. I brani scelti rappresentano per me, nella loro diversità, i momenti più significativi della mia attività artistica, ormai quasi trentennale. 

Un’autobiografia in musica costruita attraverso le mie canzoni, rilette e reinterpretate con nuove sonorità, più inclini al mio modo di pensare la musica oggi. Ho scelto le canzoni a cui sono più legata e ho desiderato dare loro non solo un nuovo abito, ma vorrei dire una nuova anima, un nuovo suono, un nuovo orizzonte. Qualcosa che desse loro, e al tempo stesso a me, una prospettiva di viaggio in avanti. 
 
Ho trovato in Federico Dragogna (chitarrista e produttore di Ministri, Le Luci della Centrale Elettrica, Iori’s Eyes) un collaboratore giovane ed entusiasta, capace di immergersi totalmente nelle mie canzoni e di metterne a nudo l’anima, allontanando per un attimo tutto il resto. E in quell’attimo, con lo sguardo dritto sulle sole note, siamo riusciti a comporle intorno un nuovo mondo, appoggiando nuovi ritmi, nuovi accordi, esplorando nuove possibilità e assicurandoci, un pezzo dopo l’altro, che quest’opera fosse non solo solida, ma esprimesse anche una varietà fatta di armonia.  

IO SONO è nato così: prima realizzando delle sessioni notturne con i musicisti della mia band, nelle quali era soprattutto la mia voce a prendere forma e confidenza con queste atmosfere. Poi lavorando in studio sviluppandone le suggestioni, fino ad arrivare ad un risultato finale che, oggi, mi fa pensare a questo disco come un disco molto più “nuovo” di alcuni dei miei precedenti album di inediti.  

A proposito di inediti, in questo disco ce ne sono tre: due (“Questa non è una canzone” e “Quante vite viviamo”) li ho scritti con Marcello Murru, l’autore con cui avevo già firmato “Attraversami il cuore”. Il terzo è un brano di Francesco Bianconi (Baustelle) e Pippo Rinaldi “Kaballà” che mi ha fatto compagnia fin dai giorni in cui questo disco è nato e lo ha guidato fino a qui. Si intitola “Io sono” e ha avuto la capacità di mettermi davanti ad uno specchio per farmi vedere chi ero, anzi, chi sono. E di conseguenza diventare il titolo.

Ho voluto raccogliere queste 15 canzoni in un cd e in un lp, la cui veste grafica è stata firmata da Giuseppe Romagno e impreziosita da illustrazioni di Vincenzo D’Alba, un’iconografia della musica e del pentagramma disegnata anche ironicamente attorno alla mia figura e al mio mondo musicale.

L’ultimo tocco a questo disco lo ha dato la cover di Ilaria Magliocchetti Lombi, straordinaria fotografa con cui ho collaborato per la prima volta. Abbiamo deciso insieme di scattare un ritratto forte, importante, che raccontasse questo lavoro, pieno di me e di cose da scoprire. 

Anche per questo, e ancora più di prima,IO SONO

PAOLA TURCI

Tags:
paolaturci-musica-iosono-album
in evidenza
Consumi, come tagliare la bolletta rispettando l’ambiente

verso un mondo più sostenibile

Consumi, come tagliare la bolletta rispettando l’ambiente

i più visti
in vetrina
Diletta Leotta-Can Yaman in Turchia: nozze in vista? E la mamma di lui...

Diletta Leotta-Can Yaman in Turchia: nozze in vista? E la mamma di lui...


casa, immobiliare
motori
Quattro giorni di festa per le 111 candeline di Alfa Romeo

Quattro giorni di festa per le 111 candeline di Alfa Romeo


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.