Mario Resca in esclusiva ad Affari: "Quattro casinò in Italia sono pochi"

Sabato, 6 settembre 2008 - 14:30:00

di Luca De Franco

Ecco chi è Mario Resca

Da qualche settimana, si parla di aprire un casinò a Milano, in occasione dell'Expo che si svolgerà nel 2015.  Come sempre avviene in questi casi, le autorità prenderanno una decisione dopo aver considerato tutti gli aspetti positivi e negativi del progetto. Un'opinione autorevole è quella del presidente del Nuovo Casinò di Campione d'Italia Mario Resca.  

Dott. Resca, pensa che una casa da gioco a Milano potrebbe funzionare?
"Certamente. Non ho ancora avuto modo di incontrare il sindaco Moratti, ma vorrei farlo perchè credo che una grande metropoli come Milano dovrebbe avere una casa da gioco. E' fondamentale scegliere il luogo giusto, perchè il casinò ha bisogno di molto spazio per offrire una vasta gamma di servizi ai suoi clienti: parcheggio, ristoranti, bar, negozi, spettacoli, eventi sportivi e culturali. Reputo fondamentale la ristorazione. Al Nuovo Casinò di Campione abbiamo 4 ristoranti (quello vecchio ne aveva solo uno) - in cui offriamo una cucina di altissimo livello a prezzi non eccessivi - e sono sempre pieni. Bisogna mettere in chiaro una cosa: il casinò deve essere associato all'idea di divertimento. Questo non avviene, in Italia, per un problema di comunicazione che riguarda tutte le case da gioco. Molta gente, ne ha un'idea negativa che non ha motivo di esistere. Se un casinò è gestito nel modo corretto, produce posti di lavoro, un notevole indotto per la città che lo ospita e consente ai visitatori di divertirsi senza preoccupazioni di alcun tipo. L'azienda che presiedo, è un perfetto esempio di tutto questo."

Ci spieghi.
"Il comune di Campione vive dal 1920 con gli introiti della casa da gioco. Attualmente, il Nuovo Casinò paga 40 milioni di euro come canone di concessione ad un paese di 2mila abitanti. Gli stipendi ammontano a 60 milioni di euro, per la maggior parte i dipendenti sono cittadini campionesi. Inoltre, quando ospitiamo mostre d'arte, concerti o eventi sportivi, la città si riempie di turisti a cui il gioco d'azzardo non interessa. Il nostro obiettivo è organizzare sempre più eventi per attirare ogni di tipo di persona. Ogni giovedì sera, offriamo uno spettacolo. Il 12 novembre, avremo Liza Minnelli. Abbiamo ospitato due grandi eventi di pugilato, organizzati dalla Boxe in Progress in collaborazione con la Opi 2000 di Salvatore Cherchi. Entrambe le volte, abbiamo messo il ring nel salone delle feste e siamo riusciti ad avere il tutto esaurito. Stiamo diventando una meta ambìta dalle aziende e dalle associazioni che organizzano convention. In definitiva, il gioco d'azzardo deve rappresentare solo una parte delle entrate di un casinò. Anche perchè i tempi sono cambiati, non ci sono più i giocatori che rischiano milioni al tavolo verde. I nostri  clienti spendono in media 130 euro per giocare ed il  70% dei ricavi vieni dalle slot-machines."  


Mario Resca

Prima del suo arrivo, la casa da gioco di Campione era in crisi. Come ha fatto a risanarla?
"E' stato fondamentale motivare le persone. Quando sono arrivato, l'assenteismo era del 25%, ora è sceso al 5%. I dipendenti lavorano con entusiasmo e non parlano di organizzare scioperi. Sono tutti consapevoli di far parte di un progetto che vuole portare sempre più in alto la città e la casa da gioco. Un esempio è la sinergia che sto costruendo con il sindaco di Las Vegas Oscar Goodman. Sono stato nella sua città, l'ho conosciuto, l'ho invitato a venire a Campione e lui ha accettato. Voglio che si renda conto della nostra realtà e ci dia consigli su come migliorarla. Da una grande città come Las Vegas, abbiamo solo da imparare."  

Pensa che le case da gioco all'americana avrebbero successo in Italia?
"Si, perchè noto che quando gli italiani tornano da Las Vegas parlano con grande ammirazione di questi casinò che riproducono fedelmente l'antica Roma, Venezia, il Far West, il lago di Bellagio... I casinò a tema potrebbero funzionare anche in Italia, se costruiti con la stessa cura del dettaglio che hanno gli americani."  

Oltre che a Milano, ci sarebbe spazio per altre case da gioco nel nostro paese?
"Certamente, quattro casinò in Italia sono pochi.  In Svizzera ce ne sono 20, in Francia 167. Anche averne più di uno nella stessa zona non è un problema. Vicino a Campione d'Italia, ci sono due casinò e funzionano tutti e tre. Il punto è saperli gestire." 

Perchè a Las Vegas ci sono tante zone che ricordano l'Italia?
"La risposta è molto semplice: gli americani ci amano. Siamo noi a parlare male del nostro paese sui giornali ed in televisione. Gli stranieri, invece, amano le nostre città ed il nostro stile di vita. Se devono copiare qualcuno, preferiscono copiare noi italiani."

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