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Potrebbe diventare il playback più famoso di Russia quello che ha provocato ancora rumors sulla salute di Vladimir Putin. Ma questa volta a sollevare il polverone non è la camminata zoppicante del leader del Cremlino, ma la voce. Il discorso di Capodanno tenuto da Vladimir Putin - il primo dopo quattro anni di pausa e nel suo terzo mandato - ha causato una tempesta di discussioni su Internet. Ma non tanto per il contenuto, piuttosto a causa della forma. Secondo quanto riportato da blog e forum russi, in troppi hanno pensato che Putin avesse una strana voce. Diversa insomma dal suo timbro assolutamente particolare, molto profondo e maschile ma con sfumature talora quasi infantili. "Sul web stanno già discutendo la strana trasformazione della sua voce, gli spettatori non riuscivano a riconoscerla", ha detto Radio Eco di San Pietroburgo, emittente locale di Eco di Mosca. "Solo io l'altra sera ho pensato che quella di Putin era una voce strana?" ha scritto, per esempio, un utente di Twitter @brianzenkeli. "Come se Putin usasse un'altra tecnica, o ci fosse un clone" ha replicato un altro natigatore dietro al nikname @Chee_POK. Reazioni simili si ripetono a decine, se non a centinaia. La battuta più comune è una citazione da un film sovietico: "Si dice che il re non è reale". Le illazioni si moltiplicano, benchè Putin abbia ampiamente dimostrato nella conferenza stampa di fine anno, di essere in buona forma reggendo per oltre 4 ore e mezza il fuoco di fila delle domande.

La versione forse più plausibile sul discorso del 31, sostenuta da chi ha un "orecchio allenato", ritiene che la traccia acustica del messaggio sia stata registrata separatamente rispetto al video, e sia stata poi attaccata successivamente. Insomma il playback. Da qui la sensazione di una voce più metallica o addirittura di qualcun altro. Ed ecco spiegato anche l'apparente vacillare sulla frase: "Cari amici, noi consegnamo alla storia il duemila...dodici". Altri invece pensano che sia stata usata una "voce aliena", soluzione dal significato molto più cupo e risultato di una tecnica piuttosto triste. Come quando ai tempi dell'Urss gli auguri di Natale dei leader sovietici Andropov e Chernenko, costantemente ricoverati nei reparti ospedalieri, venivano letti dall'annunciatore Igor Kirillov, la cui voce gioiosa provocava negli ascoltatori uno strano effetto, simile alla presa in giro. Tuttavia, ci sono altre versioni: il musicista e sound designer Alekseij Vishnia ritiene che il presidente Putin fosse soltanto raffreddato. Per altri invece, è l'invidia a far diffondere queste voci sulla salute di Putin. Ma come dice il proverbio, al cavallo bestemmiato luccica il pelo.

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