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In Egitto non accenna a calare lo stato di tensione. Oggi si sono aggiunti altri due morti ai 50 registrati da venerdi', prima nelle manifestazioni per il secondo anniversario della Costituzione e poi dopo la sentenza di condanna a morte dei 21 tifosi coinvolti nella strage allo stadio di Port Said dello scorso febbraio.

Ma la novita' piu' rilevante e' che Mohamed ElBaradei, leader del Fronte di salvezza nazionale all'opposizione, ha chiesto colloqui urgenti con la leadership egiziana per affrontare la crisi politica del Paese. "Vogliamo un incontro immediato con il presidente, i ministri della Difesa e degli Interni, il partito al potere e il movimento salafita per adottare misure urgenti per mettere fine alla violenza e avviare un dialogo serio", ha chiesto ElBaradei in un messaggio sul suo profilo twitter. Solo due giorni fa, l'opposizione aveva respinto al mittente la richiesta di dialogo del presidente Mohamed Morsi, dopo una settimana di violenze che avevano causato piu' di 50 morti.

Intanto si continua a morire. Al Cairo due persone sono rimaste uccise negli ultimi scontri con la polizia avvenuti nei pressi di piazza Tahrir. Fonti mediche, aggiungono che le vittime, due uomini, sono state colpite da proiettili. Una delle due e' morta in strada, l'altra in ospedale. I colpi d'arma da fuoco sono stati esplosi mentre alcuni manifestanti lanciavano pietre contro la polizia. Il portavoce del ministero della Sanita' ha confermato le due vittime e ha aggiunto che dieci persone sono rimaste ferite al Cairo, sei a Ismailiya e tre a Kafr el Sheikh.

Morsi intanto e' arrivato a Berlino per una visita in Germania. All'ingresso della sede della Cancelleria tedesca e' stato accolto da una manifestazione di protesta organizzata da oppositori e da organizzazioni umanitarie, tra cui Amnesty International. I dimostranti hanno espresso il rifiuto alla repressione della polizia e dell'esercito. Il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, ha esortato ad aver pazienza con il processo di riforme nel Paese e ha assicurato che il governo di Berlino manterra' le promesse di aiuti economici. "Nessuno puo' attendersi che tutto migliori in poco tempo dopo tanti anni di regime autoritario", ha detto.

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